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'Separati' -  di Alessandro Capone al Teatro Ghione

'Separati' - di Alessandro Capone al Teatro Ghione

Autore: Teresa.Corrado
Data: 08/11/2015 10:00:43

 

In scena al Teatro Ghione di Roma, "Separati",una commedia di Alessandro Capone, con Giampiero Mancini, Emy Bergamo, Francesco Bauco, Massimiliano Vado, Roberto D'Alessandro, in scena fino al 15 novembre.

 

Separati è il racconto di 4 uomini che condividono la stessa esperienza, quella di essere stati lasciati dalle proprie mogli. L'ultimo nella lista è Massimiliano, che si è trasferito in un locale buio, nel sottoscala di un palazzo di Roma. Gli amici lo aiutano a traslocare, e insieme sono propensi ad aiutarlo a montare i mobili che ha preso, ma è un compito che rimandano sempre. Nello stesso stabile abita Francesca, una bella donna, anche lei separata. Massimiliano e Francesca iniziano subito una relazione che ha alti e bassi, tra giornate in cui si amano e altre in cui si lasciano e si detestano. Gli amici di Massimiliano sono gli spettatori e custodi delle emozioni dell'uomo e dall'alto della loro esperienza, provano a dargli consigli che possono apparire seri o superficiali.

La storia affronta in modo a volte troppo leggero, la situazione dei separati uomini. Si vedono e si odono solo le loro opinioni e tutto gira intorno a loro. Il tutto è un insieme di stereotipi sulle donne, sulla separazione, sulla libertà persa e la voglia di ritrovarla, sui figli che mancano. Separati risulta una commedia molto leggera, da prendere con attenzione. Se si spera di andar via con una soluzione, una comprensione del problema o della situazione in cui vengono a trovarsi queste persone, si resta delusi. Certo ci sono delle battute che fanno sorridere, delle gag divertenti, ma resta innegabile la figura stereotipata della donna che emerge dalla commedia: superficiale, arrivista, legata ai soldi e distruttrice dell'uomo in campo emozionale ed economico.

Anche il finale, che dovrebbe risollevare un po' la commedia, che somiglia molto ad un film per la tv, è un'immagine stereotipata del padre che, una volta separato, sente la mancanza della propria prole. Ciò non toglie che la recitazione è ottima, data la presenza di professionisti sulla scena e interessante anche la scenografia, un insieme di scatoloni che rammenta il caos dei traslochi. 


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