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Recensione: In cammino verso OZ - al Teatro Vascello di Roma fino al 25 Febbraio 2018

Recensione: In cammino verso OZ - al Teatro Vascello di Roma fino al 25 Febbraio 2018

Autore: Susanna Schivardi - Redazione Cultura
Data: 14/02/2018 07:21:34

Tratto da Il meraviglioso Mago di Oz di L. Frank Baum, In cammino verso Oz è ancora una volta una bella proposta della Compagnia dei Giovani del teatro Vascello, dal 20 gennaio al 25 febbraio, in replica il sabato e la domenica, per piccoli e non, immergendosi in un mondo fantastico e avventuroso. Colpiscono come sempre, ormai nota la compagnia per la sua innovazione feconda e vitale, le musiche moderne, i balletti, le battute stranianti dal sottile fascino ironico che solo gli adulti sanno cogliere ma che fanno ridere anche i bambini.

Molto eccentrici e ricchi i costumi, a partire dalla strega del Nord, la strega del sud, la simpatica Dorothy del Kansas (con accento sarcasticamente americano), il bellissimo uomo di latta, lo spaventapasseri che parla con i fiori, il leone con fiocchetto rosa in testa che ha paura anche di se stesso. Una rocambolesca avventura che procede con la narrazione fuori campo del cantastorie, recluso in un angolino creativo mentre cerca nei recessi della fantasia un risvolto, un’idea, in una sorta di work in progress che acchiappa l’attenzione. Il rush finale con moraleggiante andamento, lo spaventapasseri in fondo scopre di avere un cervello, l’omino di latta ha un cuore (di cui si accorge durante l’incontro con la principessa di porcellana), il leone che muore grazie ad un incantesimo della strega dell’est, poi liquefatta da Dorothy, con le lacrime di profondo dolore. Il leone risorgerà e Dorothy si rimetterà in cammino verso il Kansas con le sue gambe.

Addio incantesimi e scarpette rosse, la vera magia è dentro di noi, tutto è nella nostra testa, conosci te stesso e saprai quali sono le tue potenzialità, questo sembra essere il messaggio, e rimane il dubbio irrisolto, chi è davvero il Mago di Oz? Esiste o è soltanto una proiezione del nostro immaginario? Alla fine lo spettacolo ammalia e convince ma non risponde alle eterne domande.    


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