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Si fa risalire la trattativa al periodo più infuocato nella storia d’Italia in cui troppo spesso sono state fatte brillare cariche enormi di dinamite che hanno fatto a pezzi non solo i corpi di chi la Mafia stava tentando di sconfiggere ma anche quel criterio costituzionale per cui lo Stato dovrebbe essere garante della sicurezza ma anche dello stato di dignità dei cittadini che rappresenta.
Si privano gli esseri della capacità di senso critico, attraverso le varie strategie di propaganda che vanno dalla manipolazione dell’Informazione (la politica la usa da decenni e decenni) o dalla sottomissione a una “regola” che viene venduta per “volere di Dio”. In ambo i casi, per verificare la veridicità di quanto ho appena affermato, basta riflettere su quanto poco spesso chi impone le “regole” o le “leggi” nel mondo clericale come in quello politico, sia aderente alle stesse.
Gentile Direttore,
sono un cittadino tedesco che vive a Venezia.
Le scrivo dopo aver letto l’ennesimo caso di un bimbo “dimenticato” in auto dal padre.
In Germania – come in ogni paese civile - vale la seguente procedura:
Quando un bimbo non arriva a scuola e la famiglia non ha avvisato, la scuola chiama i genitori e chiede chiarimenti.
Io credo che Grillo ormai è vittima di se stesso, dell’idea di un Movimento che non può funzionare perché nulla di dissimile ha mostrato al Paese. Ed è vittima dei suoi stessi “cittadini” parlamentari, che lo hanno tratto in inganno, contraddicendo subito un sogno che oggi non appartiene a nessuno perché nessuno ha avuto la capacità di metterlo in atto.
Fermiamoci un momento, per carità. Grillo, poliedrico personaggio nazionale non ben collocabile in quanto non politico, non leader col suo non Movimento non registrato e non facente parte dell’arco costituzionale pur sedendo in Parlamento – l’Italia è davvero il Paese delle Meraviglie come dice Crozza – dati elettorali alla mano a conclusione delle Comunali 2013, ora urla contro la nazione che – ingrati! – non hanno scelto il M5S.
Mai come nel caso Ruby infatti, alla creatività dovuta alla toga dei difensori di colui che da molti è considerato l’indifendibile, si aggiunge l’assoluta incapacità quasi collettiva di una popolazione che forse ha dato alle ortiche l’ultimo sprazzo di coerenza e capacità di comprensione.
Fra Nuovo Ordine Mondiale che si impone al mondo da parte delle potenze internazionali e Comunione e Liberazione che ci impone il suo potere nazionale – ma anche internazionale – non siamo solo circondati: la dittatura è ormai parte integrante di tutti noi.
In questo inquietante scenario si colloca l’iniziativa intrapresa in difesa dell’impiego del denaro contante nella regolazione delle ordinarie transazioni economiche. Essa si propone pertanto come manifestazione di civiltà, anziché come mera diatriba volta ad affermare la prevalenza di una modalità di pagamento su un’altra.

Marx concluse che la borghesia, essendosi appropriata del “plusvalore” dal momento che poteva – col potere del denaro – essere detentrice quasi unica della possibilità di produrre e di conseguenza creare valore e quindi economia, facesse tutto rubando tale possibilità, letteralmente, al proletariato – da “prole”, unica fonte di valore - che diveniva quindi solo e unicamente risorsa umana da sfruttare.
Le istituzioni – tutte le istituzioni – guardano da un’altra parte. A quanto pare, 500 morti in Italia a causa della disperazione economica, non fanno testo, non portano a generare contromosse a sostegno della popolazione in crisi che, a ben guardare, spesso è più una crisi generata dai malgoverni e da uno Stato ormai palesemente venduto alla corruzione, alla strategia della maggiore vessazione perpetrata ai danni dei cittadini e della massima pressione negativa in ogni ambito possibile e pure impossibile dell’esistenza umana.

Non potremo mai parlare di sviluppo umano e di conseguenza economico, finché non scardineremo noi a forza l’imposizione del dover perdere le nostre vite dietro criteri di mercato che stanno addirittura danneggiando il mercato mondiale che, stressato dalle sue stesse strategie, sta affogando alla penosa ricerca di un nuovo modo per uccidere l’umanità. Un mostro.
Un enorme boato, e il sistema è crollato. Malgrado ciò, esiste e tiene botta. Tanto che ancor oggi, nonostante le inchieste, le condanne, l’aver sollevato casi – anche giornalisticamente parlando – e l’aver divulgato inchieste e informazioni su quasi tutti i personaggi di spicco nel nostro Paese, costoro sono ancora li, abbarbicati con sempre più tenacia a quelle ultime spire di un potere di cui forse si intravede una sorte di fine.
Sulla Rete tutto è possibile. Inserire, cancellare, ordire, tramare, informare, contro informare, tediare, controllare, gestire, modificare, vedere, celare, amare, odiare, acclamare, votare, comprare, vendere, leggere, imparare, fottere, idealizzare. Far politica, economia, cultura, contro cultura. Appassionare, deliziare, osannare, uccidere.
In poco tempo, abbiamo perso una grossa parte di logica, di coerenza, di raziocinio, di accettabilità di azioni che hanno per sempre compromesso da un lato la tranquillità del cittadino medio del mondo, dall’altro la capacità di comprendere quali siano le ragioni di certi innegabili scempi socio politici ed economici e come sia possibile leggere la realtà, in una società che ci propone le cose più assurde come fossero “normali”
A mio parere, la querelle non dovrebbe essere portata ad evidenziare le similitudini nei discorsi fatti all’epoca e ai giorni nostri, quanto invece studiare e riflettere su cosa la gente, la popolazione sia all’epoca che ai giorni nostri necessita sentirsi dire. Nella Germania del 1932, la condizione sociale era molto simili all’attuale condizione sociale in paesi europei come l’Italia. Debito pubblico a livelli altissimi, disoccupazione alle stelle...
Non sappiamo chi verrà eventualmente eletto come prossimo Papa e nel caso, come la Chiesa vorrà riformare se stessa. Non sappiamo attualmente in che situazione politica ci troviamo e se ancora possiamo parlare di “Politica” almeno come l’abbiamo sempre intesa. La struttura italiana non solo vacilla ma è nello stato di totale abbandono.
Cos'è uno Stato senza i cittadini? Nulla. Cosa sono i cittadini senza lo Stato? La risposta la conosciamo tutti, perchè lo Stato italiano palesemente, sta lasciando alla deriva la motivazione fondamentale della sua stessa esistenz
Al di là dell’ottimismo sbandierato da Ryanair, che vorrebbe invogliare i clienti a tornare a volare ancora prima della fine dell’estate, l’era dei voli lowcost pare volgere al termine.
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