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Un Popolo non è Sovrano se non viene messo nella condizione di sapere cosa significhi alla fine, essere Popolo Sovrano. E non vi è nulla di più anti democratico che parlare sempre e comunque di Democrazia mentre – contemporaneamente – si mettono in atto una serie infinita di strategie per contrabbandare per Democrazia uno stato di Regime che va avanti da decenni.
Gli Dèi dell’Olimpo, rimangono una figura astratta nella mente di ognuno. Esistono ancora oggi, perché se ne continua a parlare nei libri di Scuola. Esisteranno sempre, con le loro facce immaginate ma mai concretizzate oltre un concetto che trascende il pensiero. Ma Uomini di carne ed ossa, che hanno creduto di poter giungere su di un Olimpo astratto e troppo distratto da cose altre rispetto a se stessi, ecco che crollano senza apparire consci del perchè.
Mi conoscete: sapete bene come la penso. Io non vi chiedo di votarmi, se lo fate per pura simpatia. Fatelo se mi conoscete abbastanza da aver capito che non scenderò mai a compromessi inutili e dannosi.
Oggi, c’è aria di una pseudo volontà di onestà e trasparenza. “Pseudo”, perché finché non capiremo cosa diavolo stia accadendo e perché, siamo tutti chiamati a far da spettatori ed attendere che qualcuno si ricordi che esiste qualcosa che si chiama “elettori e cittadini” che vorrebbero esser trattati alla stregua di persone dignitose, piuttosto che di carne da macello su cui versare un olio appiccicoso chiamato Politica del Misfatto.
Si contano i morti come fossero fagioli sulla tessera della Tombola. Si contano – poco – le somme evinte dai privati cittadini. Si contano addirittura, quali potranno essere – statisticamente – i morti a venire da qui ai prossimi vent’anni. Sembra che solo per calamità naturali, si sia stimato che il genocidio potrà essere di circa 200 mila vittime. Un cazzotto dritto alla bocca dello stomaco. Sappiamo già che forse potremmo essere noi stessi le vittime della prossima tragedia nazionale.
Ti hanno preso in giro quando ti hanno detto che tu “sei qualcosa di importante”. Se sei fortunato, potrai esserlo al più per i tuoi cari e pochi amici fidati. Il resto del Mondo ti respinge nella fossa del Sistema complesso di cui DEVi far parte per esistere. Se sei diverso, gli altri ti temeranno al punto dal volerti estromettere. Lo faranno. Senza comprendere che potresti essere la loro stessa salvezza, la loro speranza di Libertà
Se ognuno invece di delegare tutta la propria esistenza ad altri esimi sconosciuti, fosse un po’ più partecipe attivo delle incombenze quotidiane e strutturali dell’esistenza, ci sarebbe un bel po di Poter in meno in mano a chi amministra ed un bel po’ di controllo in più, da parte di chi delega.
Al primo gratta e vinci, se ne aggiunse un altro. Poi un’altri. Un altro ancora. Fino ad arrivare ad averne talmente tanti contemporaneamente, da non capirci più nulla. Cambia solo il costo: lo Stato è così “generoso” da far giocare tutti: da chi può spendere solo una moneta da un euro a botta a chi ne spende “allegramente” a botte di dieci euro per tesserina.
Una Festa che punta l’attenzione sui buoni sentimenti. Come se esser buoni il 25 Dicembre spazzasse ogni male compiuto: una sorta di confessione globale al Signore, che renda l’animo pulito di ogni colpa. Dal giorno dopo, tutto rientra nella routine di una esistenza portata avanti per abitudine.
Gli sComunicati augura Buon Natale a tutti i lettori. Che Natale divenga un giorno per riflettere, stare insieme, ritrovare la gioia dei rapporti interpersonali. Che Natale non sia solo un giorno, ma tutto l'Anno. Che la natività sia rinascita. Per tutti.
Quello Stato che ora attinge a piene mani anche dall’accantonamento degli impiegati che a suo tempo decisero di lasciare il proprio Trattamento di Fine Rapporto lavorativo (TFR) nelle casse dell’Inps. E non da ne garanzie ne uno straccio di ricevuta scritta ai contribuenti. Lasciati orfani e senza conferme di poter attingere un giorno a quel piccolo porcellino salvadanaio, riempito col sudore della fronte.
Mentre la quota quotidiana di calci viene equamente distribuita – unico ed ultimo punto fermo di “equità” civile - e chi riceve la propria corre ad alimentare le casse di uno Stato fallimentare già da anni, i “Leader” dell’esercito di “scalciatori” del popolo, prendono “grandi decisioni”. Decisioni gravi. Solenni. Tambureggianti. Prioritarie. Per il popolo? Giammai. Quello ha già ciò che merita: il suo calcio nelle palle quotidiano. Semmai c’e da decidere in fretta una nuova trovata per garantirsi potere: ancor più di quanto se ne abbia.
Chi allontanerà i nostri figli dalla droga, ultima spiaggia per anime disperate che non hanno coraggio sufficiente per vivere in una civiltà troppo contraddittoria e contraria ad ogni forma di equità e dignità umana. Come e chi spiegherà loro, quale sia il vero concetto di “sicurezza”, quando questo concetto, noi stessi, l’abbiamo totalmente ribaltato, confondendolo con l’intolleranza razziale, mentre ogni attimo qualcuno muore senza un vero motivo.
L’indignazione nasce da un buon sentimento, che è quello di una sorta di onestà mista alla capacità di adeguarsi al cambiamento operato per vie traverse, non dalla naturale evoluzione umana, bensì da ciò che chi comanda, prevede di ottenere. Non accettare scientemente queste vie traverse, sarà alla base di un processo di revisione del concetto comune di cittadinanza. Indignazione è un punto limite. Un punto di non ritorno. E non l’abitudine ad esserlo.
Stiamo vivendo una realtà contraddittoria e continuamente contraddetta dai dati statistici. Da un lato siamo una nazione di poveri e cassaintegrati. Dall’altro una nazione di fagocitatori di ogni bene o servizio. Non possiamo fare a meno di nulla. E chi non è realmente in grado di soddisfare la fame bulimica da acquisto, sente su di se una sorta di fallimento sociale.
Ci avviciniamo al settimo mese dopo il sisma in Abruzzo. Di cose se ne sono dette e scritte tante. Si è parlato dello stato di allarme subito dopo il sisma. Dei soccorsi. Dei morti. Delle tendopoli. Della condizione dei terremotati, fisica, logistica e psicologica. E poi, del Decreto 39 per la ricostruzione ed i tanti equivoci e mancati chiarimenti per la ricostruzione. E delle inchieste – sembra insabbiate – sugli eventuali colpevoli delle costruzioni di molti edifici pubblici.
Cos'è uno Stato senza i cittadini? Nulla. Cosa sono i cittadini senza lo Stato? La risposta la conosciamo tutti, perchè lo Stato italiano palesemente, sta lasciando alla deriva la motivazione fondamentale della sua stessa esistenz
Al di là dell’ottimismo sbandierato da Ryanair, che vorrebbe invogliare i clienti a tornare a volare ancora prima della fine dell’estate, l’era dei voli lowcost pare volgere al termine.
Quanti di voi conoscono i retroscena della riforma Lorenzin? Tracciati e documentai tutto nel mio libro inchiesta. Pecorelli, l’allora presidente AIFA, volò negli USA con la Ministro Lorenzin, per prendere questo importante incarico, assegnatoci direttamente dagli Stati Uniti: ciò conferma ciò che faccio emergere da anni, e che in pochi capiscono ancora. Le decisioni, in special modo quelle importanti, su economia, fisco, sanità, banche, sicurezza, nel sistema politico ed economico internazionale moderno, non sono prese internamente alle singole nazioni. Esistono trattati, accordi, strategie.
Domenica 17 maggio seguiamo la maratona su tutti i social @komenitalia e su www.komen.it/race-live a partire dalla mattina con l'anteprima "aspettando la Race" e dalle 15.00 per la RACE LIVE
Una sorpresa inaspettata è arrivata con il varo del tanto atteso “Decreto rilancio”: sostegni alle startup che sviluppano videogiochi. In particolare, ai commi dal 15 al 21 dell’articolo 46 del decreto, in tema di sostegni alle startup innovative, si delinea un vero e proprio fondo – denominato First Playable Fund - che sarà creato per sostenere economicamente lo sviluppo del settore.