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Le tre sigle sindacali bocciano all'unisono e incondizionatamente il nuovo progetto della scuola. Dai poteri ai presidi, che diventerebbero gestori di un'azienda, alla chiamata diretta degli insegnanti, in questo caso sempre a discrezione del dirigente scolastico. Ma i no continuano anche sulla valutazione e sulle normative che regolerebbero gli stipendi, gli orari e il lavoro dei docenti. Un no che, per gli stessi insegnanti, prevede la visione dei colleghi europei, dove, nonostante il differente sistema scolastico, sono evidenti le differenze a livello retributivo, lavorativo e d'orario.
Cambiare la scuola deve essere soprattutto un modo per cambiare e mettere in sicurezza gli edifici scolastici. Il novanta per cento di questi, denunciano i tre sindacati, non sono agibili e rischiano di provocare danni agli alunni e al personale scolastico. Manca la reale presa di coscienza degli interventi urgenti da effettuare all'interno della scuola, onde evitare i catastrofici incidenti dei mesi scorsi. Rivendicazioni, queste, che hanno visto Usb, Anief e Unicobas scendere in piazza per prime e trascinare, sempre secondo le intenzioni delle stesse, i grandi sindacati che "senza di noi non sarebbero scesi in piazza". Ora si attende l'evento per il 5 maggio, dove a richiamare tutti i docenti, il personale scolastico e chi vuole scendere insieme alla scuola, sono le tre sigle sindacali Cigl, Cisl, Uil. Ma la protesta sembra non volersi fermare a queste date, in programma anche il 12 maggio, un'altra giornata di sciopero per la scuola. Insomma, gli insegnanti sono stufi di essere presi per nullafacenti e pigri, eccoli allora pronti alla "lotta dura senza paura"! |
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Commento
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| Commento di: emilia.urso | Ip:83.73.103.204 | Voto: 7 | Data 29/01/2026 00:04:41 |
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