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Coronavirus: scuole chiuse fino al 15 marzo ma il Comitato Scientifico non è d'accordo

Coronavirus: scuole chiuse fino al 15 marzo ma il Comitato Scientifico non è d'accordo

Autore: Emanuele La Fonte - Redazione Cronaca
Data: 05/03/2020 07:15:50

I primi rumors erano trapelati ieri mattina da indiscrezioni di stampa. poi nel tardo pomeriggio - dopo tante esitazioni - è arrivata la conferma ufficiale: le scuole restano chiuse, tutte, fino al 15 Marzo.

Ieri sera però, il Comitato scientifico che sta affiancando il governo ha fatto sapere che: «Mancano le evidenze scientifiche sull'efficacia della chiusura delle scuole ai fini di un contenimento dei contagi da coronavirus». La dichiarazione trova concordi tutti gli esperti che fanno parte del comitato.

Anche Walter Ricciardi, membro dell'OMS - Organizzazione Mondiale della Sanità - non ha dubbi: estendere anche alle scuole del meridione, o nelle regioni a basso rischio di epidemia o in cui essa può estendersi nel futuro, è una misura inefficace.

A questo punto è necessario chiedersi il motivo per cui il Consiglio dei Ministri abbia preso questa decisione, che peraltro si abbatte sulla quotidianità dei nuclei familiari italiani e per cui si è in attesa di un nuovo provvedimento a sostegno dei genitori con figli minorenni, per dar loro modo di poter usufruire del congedo dal lavoro per tutto il periodo della chiusura delle scuole.

Secondo il parere di chi ha deciso per la chiusura a livello nazionale degli istituti scolastici, la prima ragione a monte di questo provvedimento è relativa alla percentuale dei contagi che da alcuni giorni cresce al ritmo del 25% al giorno. Inoltre, i presidenti delle regioni - con particolare rilievo per alcuni governatori delle regioni del meridione - temono che, avendo un sistema sanitario meno solido e preparato all'emergenza, possa scoppiare il finimondo.

Il Premier Conte, ha ribadito: «Il governo intende fare di tutto per rallentare i contagi e per questo chiede la massima collaborazione dei cittadini anche nei piccoli gesti».

Tra le misure appena approvate, quella che vieta gli assembramenti e le pubbliche manifestazioni che si tengono in spazi che non consentano di poter mantenere una distanza di almeno un metro tra gli esseri umani. Prendendo l'esempio dei cinema e dei teatri, questi potranno restare aperti, a patto di contingentare gli ingressi, in maniera da disporre che le persone possano stare sedute ma a distanza l'uno dall'altra.


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