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Arrestato il proprietario del bus finito nella scarpata

Arrestato il proprietario del bus finito nella scarpata

Autore: Teresa.Corrado - Vice Direttore
Data: 03/07/2014 10:30:03

È passato quasi un anno dalla tragedia che causò la morte di 40 persone, tutti viaggiatori su un autobus turistico, che finì in una scarpata precipitando dal viadotto di Monteforte sulla A16 Napoli – Canosa, in Campania. La polizia stradale di Avellino ha eseguito tre custodie cautelari nei confronti del proprietario della Mondotravel Gennaro Lametta che è anche il fratello dell’autista morto nell’incidente e di due dipendenti della motorizzazione civile, un funzionario tecnico Vittorio Saulino e un’impiegata, Antonietta Ceriola. Nei loro confronti si ipotizzano i reati di falso in atto pubblico e concorso in omicidio colposo plurimo.

Ad indagare sulla tragedia, i pm Cecilia Annecchini e Armando Del Bene, coordinati dal procuratore capo Rosario Cantalemo. Secondo le accuse, l’autobus in viaggio per una gita, aveva passato la revisione pochi giorni prima, solo sulla carta. In realtà, da quando si è appreso dalle indagini, il documento è stato redatto solo nei giorni successivi all’incidente.

Al titolare della Mondotravel, sono state contestate anche altre violazioni su altri due autobus. Gennaro Lametta, però, ha dichiarato ai pubblici ministeri che ad occuparsi della revisione erano il fratello morto, Ciro e un altro dipendente.

L’incidente mortale, che ha causato la morte di ben 40 persone, ha permesso agli inquirenti di indagare su un sistema messo in piedi per certificare idoneità di veicoli senza la reale manutenzione e controllo degli stessi. L’ipotesi è che ci sia un giro di certificazioni fasulle che permetta a molti altri autobus di viaggiare sulle nostre strade con a bordo passeggeri ignari e bambini in gita, con mezzi nelle stesse condizioni di quello che precipitò nella scarpata il 23 luglio scorso.

Intanto si è appreso che in Campania la regolamentazione della sicurezza sui mezzi di trasporto è meno severa che in altre regioni. L’ultimo atto in materia, infatti, risale al 2003, con un disegno di legge dell’allora assessore ai trasporti Ennio Cascetta e non ancora sottoposto all’esame del Consiglio regionale.

Una mancanza di attenzione che permette a veicoli non sicuri, di viaggiare autorizzati sulle strade con il pericolo di imbattersi in tragedie simili.


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