CARA di Isola Capo Rizzuto: le mani della 'Ndrangheta sui fondi per i migranti
68 persone sono state tratte in stato di fermo nell'operazione denominata "Johnny" scattata all'alba di oggi e che vede coinvolto anche Leonardo Sacco, governatore della "Fraternita di Misericordia", ente che gestisce il centro di accoglienza per richiedenti asilo di Isola Capo Rizzuto e il parroco di Isola Capo Rizzuto, don Edoardo Scordio, 70 anni.
Le accuse sono di associazione di tipo mafioso, estorsione, porto e detenzione illegale di armi, intestazione fittizia di beni, malversazione ai danni dello stato, truffa aggravata, frode in pubbliche forniture e altri reati di natura fiscale, tutti aggravati dalla modalità mafiose.
L'inchiesta, guidata dal procuratore Nicola Grattieri e coordinata dal Procuratore aggiunto Vincenzo Luberto, ha fatto emergere fatti gravi inerenti contratti di appalto e forniture con la Prefettura per i circa 1.500 migranti ospiti del CARA di Isola Capo Rizzuto, il centro più grande d'Europa, realizzato su una superfice di cinque ettari di terreno.
Le indagini avrebbero sollevato un metodo attraverso il quale una parte del denaro asegnato alla struttura, sarebbe confluito nelle mani dei clan di 'ndrangheta: si parla di circa 30 milioni di euro su 100 milioni.
La storica e potente cosca di 'ndrangheta - che fa capo alla famiglia Arena - è stata praticamente smantellata.
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