Sei nella sezione Italia   -> Categoria:  Attualita  
(A)social: come cambia la percezione dei fatti attraverso i social network

(A)social: come cambia la percezione dei fatti attraverso i social network
Autore: Lucaa del Negro - Redazione Attualita'
Data: 25/03/2019

La virtuale rete informatica, regina e re nello stesso tempo, che chiamiamo comunemente INTERNET, veicola (anche) i social network, la più sconvolgente arma a doppio taglio della comunicazione mai apparsa nel nostro beneamato pianeta.

Personalmente, i temi, dicasi meglio post e thread che compongono questi social, li definisco “fragile sostanza”, e questa definizione è probabilmente poco approssimativa se teniamo conto del transitorio - ma accattivante nello stesso tempo - contenuto estetico che presentano in tempo reale ai nostri occhi, senza inoltre avere un ordine temporale stabilito o in via di definizione.

Questa stessa esplicitazione, sebbene rimane assolutamente personale e che potreste voi gentili lettori approfondire nel capitolo “La fragile sostanza” che compone il saggio M  ā s h āʾ  A l l ā h   (X X I  c e n t u r y   s c h y z o i d   m a n)  di mia recente pubblicazione, tuttavia, rischia di essere inesatta e impropria se andiamo a considerare non l'estetica e la velocissima sparizione dai contesti che i suddetti articoli virtuali presentano, addirittura fuorviante in considerazione dell'enorme bacino di persone a cui essi si propongono senza ostacoli e/o filtri e censure. Tutt'altro che fragili, insomma.

Gli atti terroristi, i più efferati, pur non avendo io fonti precise da citare per mancanza dei mezzi che mi possano permettere ricerche specifiche, nella maggioranza dei casi vengono perpetuati soprattutto in funzione dei social: propagandare e diffondere oltre ogni limite temporale e di spazio, potrebbe essere uno slogan appropriato da citare per i movimenti di questi violenti.

Dare colpa ai social, quindi, sembrerebbe ovvio ma è controproducente farlo, e lo è solo perché essi hanno una struttura che li avvantaggia in ogni caso: ricordate la sempre attuale e corretta riproposizione di chi - per esempio- sostiene l'industria delle armi anche in aperte circostanze di “uso improprio”? (Sparatorie in aula magna oppure accidentale colpo in salotto, per dare un idea...)

La pistola non uccide, è la mano della persona che preme il grilletto...” è sempre una frase a effetto che convince: no?

Ecco, anche i social sono in fondo un'arma, anche un'arma mi si permetta di aggiungere.

Questo però, e in riferimento ai social, non è sufficiente: da un lato imputare “Facebook” piuttosto che “Twitter” o “Telegram” serve a nulla, ed è, come scritto poco sopra, controproducente.

Ciò non toglie -ed ecco il punto- che i profitti, gli esorbitanti guadagni e le provvigioni per i loro affiliati, anche grazie a tassazioni piuttosto “ballerine” e soprattutto permissive di alcuni Stati come i nostri partner Lussemburgo e Irlanda per fare qualche nome,, debbano essere obbligatoriamente “rivisti” per queste Corporazioni: la società civile attraverso i Governi nazionali in mancanza di accordi immediati internazionali, attraverso Leggi e Norme precise, devono farlo ora affinché essi stessi -i social- affrontino il problema dall'interno delle loro “macchine di guerra”, rendicontando e destinando fondi in maniera esplicita per correggere quei meccanismi, quegli algoritmi che amplificano l'urlo bestiale del terrore globale.

Sono divinità,  piuttosto che maestri, a creare consenso, e nella stessa misura si rendono veicolo disponibile, tali tecnologiche supremazie dovrebbero produrre resistenza attiva contro quelli che utilizzano -  con successo inusitato - il mezzo telematico in funzione del terrore.

La percentuale degli attentatori e del loro potenziale attivo, compresa quella massa di violenti emulatori e odiatori (haters) che generano calunnie (fake news) certamente si ridurrebbe (Non dimentichiamo che una vita spezzata è sempre -i social insegnano proprio questo- un numero).

La domanda -se non fosse chiaro- rimane esattamente questa: quanto in percentuale spendono per “la sicurezza” questi amati e odiati social network? Dobbiamo sperare facciano oppure obbligarli a fare quello che ogni società civile insegna da tempo immemore ed è ben scritto nelle Costituzioni degli Stati?

*Lucaa del Negro, autore del volume Ma sha' Allah

 






Cosa ne pensi?
Login
Inserisci il tuo username e la tua password per loggarti.
Username:


Password:

Remember me:

Non sei ancora iscritto?
Diventa subito uno sComunicato!

Dimenticata la password?
Clicca qui



aaaa

Per commentare l'articolo occorre essere loggati e rispettare la netiquette del sito.


Se sei registrato effettua il login dal box qui a sinistra.

Se ancora non sei registrato fallo cliccando qui
I commenti:

Commento 1)
Le Corporazioni multinazionali che gestiscono attivamente queste attività globali, includendo a titolo informativo anche "eBay" e "Amazon" per fare qualche altro nome "pesante", accrescono i loro costanti guadagni producendo gli utili nei mercati dei singoli Paesi al di fuori della Sede legale in cui esse si sono stabilite: per non passare come idealiste e anacronistiche polemiche queste considerazioni, una seria proposta legislativa dovrebbe prevedere una tassazione e solo per gli utili prodotti nel singolo Paese sottoposta come qualsiasi altra attività alle tasse di quello stesso Paese, ne più ne meno di ogni altra attività. IVA e tutto il resto dell'Italia -per esempio- sulle merci e servizi venduti in Italia e non tassazioni lussemburghesi e/o irlandesi. Sarà così tanto assurdo chiedere questo?
Commento di: Lucaa Ip:151.51.217.73 Voto: 10 Data 04/04/2019 08:50:09

Commento 2)
Le Corporazioni multinazionali che gestiscono attivamente queste attività globali, includendo a titolo informativo anche "eBay" e "Amazon" per fare qualche altro nome "pesante", accrescono i loro costanti guadagni producendo gli utili nei mercati dei singoli Paesi al di fuori della Sede legale in cui esse si sono stabilite: per non passare come idealiste e anacronistiche polemiche queste considerazioni, una seria proposta legislativa dovrebbe prevedere una tassazione e solo per gli utili prodotti nel singolo Paese sottoposta come qualsiasi altra attività alle tasse di quello stesso Paese, ne più ne meno di ogni altra attività. IVA e tutto il resto dell'Italia -per esempio- sulle merci e servizi venduti in Italia e non tassazioni lussemburghesi e/o irlandesi. Sarà così tanto assurdo chiedere questo?
Commento di: Lucaa Ip:151.51.217.73 Voto: 10 Data 04/04/2019 08:50:09

Sei iscritto su Facebook, Twitter o G+?
Commenta e condividi l'articolo direttamente.

Login
Inserisci il tuo username e la tua password per loggarti.

Username:


Password:

Remember me:

Non sei ancora iscritto?
Diventa subito uno sComunicato!

Dimenticata la password?
Clicca qui

 
Iscrizione newsletter
Inserisci il tuo indirizzo email

Vuoi cancellarti?
Clicca qui
 
 
Search
Ricerca articolo
Ricerca
Dove
Da data
A Data:
Tipo ricerca:
Almeno una parola

Tutte le parole
 
 
Petizioni
Facciamo sentire la nostra voce
Dimettiamoci dalla carica di Cittadini Italiani

Cos'è uno Stato senza i cittadini? Nulla. Cosa sono i cittadini senza lo Stato? La risposta la conosciamo tutti, perchè lo Stato italiano palesemente, sta lasciando alla deriva la motivazione fondamentale della sua stessa esistenz



Data:10/08/2013
Categoria:Politica e Governo
Obbiettivo:50000 firme

 
Correlati in Attualita

Autore: Alessia Piccioni - Redazione Cultura
Data: 14/02/2020
La violenza non è mai amore: l’appello nel giorno di San Valentino

In occasione della Festa degli Innamorati, l’Avvocato Ruggiero invita le donne a ricordare il valore di questo sentimento, fuggendo da situazioni violente...

Leggi l'articolo

Autore: Redazione Attualita'
Data: 11/02/2020
Festival del Fundraising 2020: contro muri e intolleranza

L’edizione 2020 - che si svolgerà sulle sponde del Lago di Garda dal 13 al 15 maggio – fa una scelta forte e chiara in questo senso...

Leggi l'articolo

Autore: Redazione Attualita'
Data: 08/02/2020
Sanremo 2020: la classifica dei cantanti più cliccati sul Web

È interessante notare come le prime posizioni della classifica siano occupate cantanti molto giovani, tutti sotto i 30 anni: Elettra Lamborghini ha appena 25 anni, mentre Achille Lauro e Elodie ne hanno 29. 

Leggi l'articolo

Autore: Redazione Attualita'
Data: 08/02/2020
Associazioni dei pazienti e conflitti di interesse

Una metanalisi condotta da ricercatrici dell’Istituto farmacologico Mario Negri di Milano e di altri centri australiani e canadesi conferma l’influenza dell’industria nelle associazioni di pazienti.

Leggi l'articolo
GERENZA: Gli Scomunicati - L'informazione per chi non ha paura e chi ne ha troppa - PluriSet timanale nazionale - Reg. Tribunale di Roma N° 3 del 21 Gennaio 2014
Testata ideata e diretta da Emilia Urso Anfuso. Note legali.  Per informazioni commerciali e per entrare in contatto con la redazione potete chiamare lo 06 92938726 (Tel. e Fax) -