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Siamo in guerra

Siamo in guerra
Autore: Luuca Dal Negro - Redazione Politica
Data: 20/03/2020

La Repubblica italiana tramite un atto e successive modifiche emanate tramite decreto del presidente del Consiglio dei ministri (d.p.C.m.) Giuseppe Conte, ridispone in maniera sostanziale (attraverso divieti) della libertà dei cittadini, regolamentando parzialmente attraverso l'autorità di pubblica sicurezza (non escludendo di seguire il codice militare qualora i tribunali non saranno in grado - come lo sono già da tempo - di celebrare i processi relativamente alle denunzie che si sprecano nelle ultime ore?) altri diritti acquisiti dai cittadini italiani e inscritti nella Costituzione della Repubblica.

Dalla seconda domenica del mese di marzo (anno gregoriano 2020) siamo -alquanto sembra- in guerra.

Attenzione: per comprendere in modo più approfondito che cosa significa "Decreto ministeriale", invito alla lettura da Wikipedia, e in particolare, chiedo uno sforzo interpretativo per questo punto che riprendo dal sito della libera virtuale enciclopedia: "I regolamenti emanati nella veste di decreti ministeriali non possono quindi derogare, quanto al contenuto, né alla Costituzione, né alle leggi ordinarie sovraordinate. Per identico motivo, le norme regolamentari non possono avere ad oggetto incriminazioni penali, stante la riserva assoluta di legge che vige in detta materia  art. 25 della Costituzione 

 Questa premessa, questi "dati" che ho voluto introdurre, per questo momento storico, non seguono una personale intenzione polemica oppure celano una critica in favore di una voce populista: nessuna demagogia è insita in questo scritto!

L'emergenza sanitaria che vede soccombere in queste ore una Regione del Paese è seria e mi costringe a essere attento e maggiormnete attento e rispettoso delle situazione, laddove il mio accorato appello all'unità, alla solidarietà e allo sforzo fatto anche attraverso una donazione in favore delle sorelle e dei fratelli lombardi e tutti gli italiani e no, loro malgrado coinvolti in questo flagello, è massima. (Stiamo attraversando un'emergenza senza precedenti. EMERGENZA SANITARIA)

La definizione di questa che rimane (repetita iuvant) "emergenza sanitaria", pandemia come l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha recentemente dichiarato, vuoi la retorica usata dai mezzi di informazione di Stato e oramai soggiogati dall'influenza dei social network senza censura, vuoi il tono drammatico usato in queste ore da alcuni rappresentanti del Governo, i quali, letteralmente, apertamente, utilizzano il termine "guerra" in sua sostituzione, ha preso consistenza prima ancora di vedere gli autoblindi e le pattuglie di polizia e carabinieri agli incroci cittadini delle pubbliche vie.

Il sentimento comune della popolazione è -sembra sia- riassumibile in questa domanda: è possibile questo assetto di stato di guerra?

Sì, si può fare in certe estreme circostanze per altro previste dalla Carta Costituzionale ma, la domanda (una delle domande) che voglio fare e vi chiedo di fare e farvi, è quanto segue, facendo notare che tutti noi stiamo affrontando conseguenze di carattere penale e non amministrativo come è stato diffuso e mai smentito da Sindaci e Presidenti di Regione (i cosiddetti - dai media - fuor di ordinamento italiano "Governatori") i quali si sostituiscono nel Territorio di loro competenza con inaspettate, inaudite visioni del quadro complessivo del Paese Italia al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Comandante in capo delle Forze armate italiane: a fronte di palesi contraddizioni scritte e riscritte a pochi giorni di distanza una dall'altra nella modulistica da esibire obbligatoriamente dopo averla prodotta attraverso la rete internet e solo da questa fonte perché gli Uffici pubblici che possono stampare e distribuire i certificati non si sono attivati per ogni località del Paese riassunti nell'autocertificazione da dichiarare di non essere positivi al coronavirus senza nondimeno aver potuto fare il test, trattasi di permesso per ottenere spazi di libertà e non lede i diritti privati della Persona, non è in somma una richiesta che frappone tra i cittadini elementi di discrezionalità e discriminazione?

La Costituzione è chiara su questo punto e, perché ci possa essere un tempo determinato per sospendere e/o limitare i diritti acquisiti e garantiti dalla stessa, se non sbaglio, serve una chiara, indubbia promulgazione del Presidente della Repubblica e se così non fosse per mia ignoranza in materia, il minimo che si possa voler domandare è che il provvedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri, e così tutti quelli che seguiranno, vengano sottoposti a opportuna e solerte verifica parlamentare per evitare  - ad esempio - che chi non ha un cane oppure animale domestico della stessa specie oppure chi non può correre o non ha figli, possa uscire a debita distanza di contagio e senza intralciare l'organizzazione per la salvaguardia e la sicurezza del Paese e quindi del Territorio e delle popolazioni, nella stessa maniera di quelle persone che già continuano a uscire liberamente perché dotate di quei "ausili".

Insomma, la Legge (normale o straordinaria) DEVE sempre essere valida per tutti e senza discriminare nessuno, perché la diffusione dal virus -per descrivere ulteriormente questo grave problema- si propaga in ogni situazione in cui esso trovi ambiente favorevole, ivi compresi i lavoratori dei magazzini alimentari, i postini e corrieri, gli operatori ecologici, gli operai addetti alla manutenzione, e via a seguire altre indispensabili categorie di lavoratori, compresa quelle dei fattorini (riders) a domicilio, i quali, sembrano da noi tutti scambiati in robot o cyborg per meglio dire, con fascicoli sanitari bianchi come lenzuola di lino profumate.

Queste posizioni che intercalano dall'amministrativo al militare, abbondantemente ambigue per il mio parere e non solo da quanto leggo, sono una dimostrazione che l'impegno certamente dettato da ragioni di alto sentimento patriottico e degno della più alta considerazione etica, comunque e soprattutto in emergenza debbano essere predisposte e ordinate da un apparato composto da tutte le forze politiche e seguendo il rigore costituzionale; la responsabilità dell'impatto nel breve e medio termine, soprattutto economico, potrebbe essere più letale di quanto il nemico (in questo maledetto caso definito nel virus) potrà infine portare a mortale compimento, e magari potremmo comprendere se questo dispositivo pseudo-militare messo in azione disordinata ma non tanto per stroncare la produttività del Paese, sia stato - come sia secondo questo Governo - necessario in codesta allargata misura.

L'esigenza di comporre il quadro economico del Paese, in special dimensione futuro, senza tirare in ballo il "meccanismo Europeo di Stabilità" (MES), dove il reddito parzialmente utile per le casse dello Stato è anche composto nella somma delle entrate dal danaro di quella massa di contribuenti (IVA per la maggior parte) enorme ed esagerata e di cui si è discusso nelle aule del Parlamento in qualità di "economia sommersa", potrebbe essere irrimediabilmente compromesso; pur non essendo "iscritti" -i lavoratori al nero (manovali nella stragrande maggioranza e in questa condizione non per scelta)- con poco dubbio muovono il mercato e sostengono la loro prole ma, com'è ovvio, rinchiusi i soggetti tra le quattro mura, i loro danari non saranno più disponibili e la destabilizzazione sociale è prontamente servita in salsa "sottoproletaria".

Le elargizioni una tantum promesse, le integrazioni "100 euro" del recente Decreto denominato "cura Italia", comunque non sono disponibili ai tanti, troppi inoccupati e disoccupati, è sufficiente andare a prendere i dati del "reddito di cittadinanza" che doveva sconfiggere la povertà in Italia secondo il leader di un Movimento politico il quale non rappresenta più la maggioranza e nemmeno relativa degli elettori.

Purtroppo no, non è così, i poveri in Italia aumentano e, lo dico per esperienza diretta, sebbene è poco elegante da dichiarare in questa pretestuosa forma atta a fungere da articolo giornalistico, tant'è che troverete alla fine un link per una donazione a mio favore e uno per la vendita di qualche copia dei miei libri... espediente... anche da qui.

(Ogni operazione già definita "economia di guerra", ricordiamolo per l'Italia super-indebitata, è in passivo; le  altre Nazioni, escludendo quelle disperate dai conflitti tradizionali e povere e sottosviluppate, le Borse internazionali della finanza mondiale, non sono cieche, e soprattutto nel contesto capitalista che abbiamo sottoscritto a doppio e triplo filo, hanno ben pochi sentimenti che non siano numeri di bilancio e possibili aiuti vincolati da interessi affini alle attività di lucro che comprendono e la pace e la guerra, e la guerra e la pace)

Sono ore maledette e disperate, è evidente dalla lettura dei bollettini medici; questo scritto non fatica a essere catalogato come insulsa e sciocca prova, letto in conseguenza, in un'ottica passionale e provata ancorché dalla stanchezza.

Eppure, queste righe, contengono delle questioni che presto dovranno ritornare utili e non solamente per capire che cosa accade e che cosa è accaduto in un'ennesima prova di preseunzione e poco altro: restiamo -per favore e subordinatamente- oltremodo vigili, attenti.

I morti e le tragiche notizie ripetute deviano il sentimento e lo indirizzano spesso fuori dalla necessaria lucidità e asettica disposizione all'analisi proficua, a quell'asetto utile per vincere, per guarire.

L'emergenza sanitaria ed epidemiologica così come viene oggi in Italia identificata, regolata da certificati richiesti ai cittadini per circolare e da provvedimenti assolutamente straordinari e molto vicini alla legge marziale, atti emanati in maniera extraparlamentare dal Governo non passato dalle urne ma che sembra volersi destreggiare nel Gabinetto di guerra, (è una precisazione che non va nascosta e anzi: è opportuno - contemplando la forma democratica per quanto ancora è possibile- inquadrare la classe dirigente non solo nell'aspetto decisionale avocatosi di diritto di governo, ma anche nella composizione per così dire di competenza specifica, di cultura costituzionale e di formazione politica, in quanto il sistema elettivo dei deputati avviene per numero totale di voti e questo non è garanzia assoluta di competenza, di esperienza, oggi e per questo disgraziato tempo virtù quantomai essenziali e determinanti e con il pensiero che corre alla "società civile" ascesa tra le file del Movimento dei pentastellati e senza lasciar correre quell'opposizione politica che si manifesta nel folclore) al momento è gravissima e, sfuggito di mano è il suo controllo, tralasciando la "questione mascherine" e il suo uso ancora non spiegato e oggetto di divergenze di opinione tra virologi, immunologi e il Ministro della salute, soprattutto per gli "asintomatici" (portatori sani del virus?) laddove "l'eccellenza sanitaria" propagandata a modello fino a qualche settimana or sono che nessun Paese dell'Europa perlomeno del nord ha nondimeno mai preso in considerazione ufficiale.

L'abbozzo di propaganda se focalizziamo sul triage, quella tattica usata in guerra ognidove dalle equipe mediche e scongiurata nelle prime ore dalle dichiarazioni dei medici italiani -si badi bene- è già in atto: chiunque abbia avuto un appuntamento per un esame anche importante per la propria salute, i disabili, le persone affette da patologie psichiche, i detenuti malati, gli stranieri ammassati nei CARA e CPR e ancora le classi meno abbienti e istruite, i senzatetto, i nomadi e altri ancora, causa emergenza corona-virus, debbono rinunziare o aspettare una data da destinarsi per riavere l'appuntamento ospedaliero, e devono subire quotidianai soprusi spesso verbali e in manifesta maleducazione di cui non hanno certamente bisogno per la loro condizione psico-fisica nonché sanitaria.

Ma... fuor di polemica come ho premesso, ora è il tempo di confrontare dati e solamente dati. E' il momento di leggere e informarsi tentando di resistere alla passività che è propria della paranoia, patologia che dilaga quando la psiche è sottoposta a stress derivante da una diffusione senza precedenti di notizie ed eventi negativi, quando in pratica e per esempio oggi, le persone assistono passivamente al passaggio di camionette che intimano con il megafono di rimanere chiusi in casa.

Non saranno "dati" le denunzie (oggi oltre 45.000 in una settimana!) leggi oltraggio alla dignità del cittadino contribuente italiano al quale fino a ora è pervenuto un modello fallimentare nonostante gli sbandieramenti tricolori e le ugole sul terrazzo, nonostante gli appellativi "bravi italiani!" che con fare davvero poco scientifico e serio certalcuni politici si apprestano a lanciare dagli studi televisivi; non saranno "dati" la categoria dei medici e degli infermieri (al collasso) così come non pervenuta è la categoria degli insegnanti, ai quali (sottopagati rispetto i colleghi dell'Unione Europea se escludiamo la Grecia) viene richiesta e senza infrastrutture di rete sufficienti per garantirlo, la didattica a distanza, l'insegnamento online in favore di quella giovine Italia che guarda attonita e con poca paura al virus che non li tocca (dati alla mano) e che li vede decisi grazie alla animale natura a essere italiani, italiani cittadini.

Non sono questi i "dati" da considerare ora, ammesso abbiamo l'intelligienza e l'onestà intellettuale, soprattutto lungimiranza politica, per andare a leggere quanto accade nell'Europa, nei Paesi vicini geograficamente a noi, e in Cina, prendendo con "le pinze" quanto il Governo Popolare cinese guidato dal Partito unico insiste a diffondere.

Verifichiamo quindi con attenzione che cosa accade nel mezzogiorno italiano contagiato a dismisura ma per grazia divina al momento con pochissimi decessi da registrare (i numeri dei rientri sono accertati dai Presidenti di Regione che li hanno, dalla Puglia alla Calabria, dalla Campania alla Sicilia) dai lavoratori emigrati al nord Italia e corsi a rientrare nelle Terre natìe da quelle zone che in un primo momento sono state definite "zona rossa", focolai accertati e in cui si continua a morire come mosche nebulate dal DDT, per chi se lo ricorda questo acronimo chimico insetticida.

Che accade quindi in Lombardia? 

Come, in che condizione operano gli addetti alla sanità cui i contagi non hanno precedenti rispetto al mondo intero e, soprattutto, le strutture ospedaliere -ancora della Lombardia- sono costruite secondo norme igieniche adeguate anche nelle condutture di aerazione?

Perché i numeri dei decessi in Lombardia sta superando quello della Cina, Paese da cui il virus si è diffuso? E come è possibile (per fortuna e ancora grazie a Dio per chi ha Fede) che nonostante i "positivi" le persone che devono essere intubate e che bisogna poi portare all'obitorio sono esigue nel numero totale nell'Italia centro meridionale e nel mondo rispetto alla Lombardia?
Inquinamento atmosferico?

Concentrazione di anziani malandati nella salute o incapacità gestionale epidemiologica di un emergenza - in questo caso - forse vicina alla guerra batteriologica?

Alcune voci, dall'estero, si domandano tutto questo, lo segnalo tra gli interrogativi non potendo escludere che i morti e i dati relativi ai decessi dagli altri Paesi, le cause che li hanno determinati insomma, siano non dico occultati ma inseriti nei database in maniera differente, e sebbene dubito fortemente di questo, dovrebbero a ogni modo far presa anche a lor Signori, nonché gentili miei lettori, perché il tuo nome (chiedo venia per l'uso del pronome personale di cortesia) è già scritto nella Carta di Identità. Cittadinanza: italiana.
 

Lucaa del Negro, Autore de:
https://www.edizionidelfaro.it/libro/ma-sha-allah e della novella "Il Pollo e, la Volpe"
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Commento di: Lucaa Ip:151.49.209.109 Voto: 10 Data 20/03/2020 09:15:48

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