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'Monuments Man' e la rivincita dell'Arte

'Monuments Man' e la rivincita dell'Arte
Autore: Nostra inviata Susanna Schivardi
Data: 18/02/2014

 

A farla da padrone in questo film non sono né il bel faccino di George Clooney o il rassicurante sguardo di Matt Damon, ma proprio la signora Arte, e non a caso con la A maiuscola. Un gruppo di esperti, raccolti dalla mente geniale del tenente Frank Stokes, nella persona di George Clooney, parte per il fronte durante la seconda guerra mondiale per combattere si, ma contro i nemici dell’arte, ovvero gli americani contro i tedeschi intenzionati a depauperare l’umanità di ciò che ha di più sacro, la sua memoria. Si può togliere tutto ad un popolo ma privalo dei suoi conseguimenti e sarà come se non fosse mai esistito. Ecco le parole che Clooney pronuncia per convincere i suoi avventurieri ad imbarcarsi in una missione che fin dall’inizio sembra priva di prospettive. Sono pochi e poco propensi a maneggiare le armi ma hanno una grande conoscenza dell’arte e saprebbero riconoscere un Rembrandt o un Picasso solo ad una prima blanda osservazione. Gli americani paladini degli Europei, della loro storia e della loro bellezza.

Pare di vederli, i mastodontici antagonisti d’oltreoceano prodigarsi per poi porre una grande effigie della loro bandiera sull’entrata della miniera dove hanno rinvenuto la Madonna di Bruges di Michelangelo, a beffa dei Russi che arrivando avrebbero, a loro volta, saccheggiato l’umanità del loro patrimonio artistico. Come al solito quei cattivacci di Europei.  E alla fine, a venir fuori, vittoriosi sono proprio questi baldi, che fin dall’inizio ricordano le mosse degli Ocean’s eleven – a seguire twelve e thirteen – del bel Clooney, solo che stavolta sono vestiti da soldati, parlano come saggi e sanno anche far ridere, nonostante mezza Europa stia morendo sotto le bombe e la minaccia Nazista. Un ennesimo inno alla grandezza americana e alla sua capacità di farsi pacificatrice del mondo.

Con un ottimo John Goodman e un Matt Damon che convince più del sorriso del suo coprotagonista, anche fosse solo per il fatto che alla fine a calpestare una mina è proprio lui – non sveliamo se si salvi o no – e Clooney, ovvero il Tenente, che, alla fine della storia, fa bella mostra dei risultati conseguiti davanti ad una commissione che deciderà se sia valsa la pena oppure no. Migliaia di opere recuperate a beffa di guardie naziste e SS inferocite. Loro però ce la fanno. Certo qualcuno, come al solito, ci rimette le penne – anzi in Ocean’s vari  questo non accadeva – qui però per amor di verità, ci troviamo pur sempre in guerra, deve accadere. E bene, facciamo che si palesi anche la morte, qualche colpo di pistola o di mitra, rimane il fatto che il canto patriottico statunitense non fa nulla per smorzare i propri toni e manda il pubblico a casa soddisfatto perché la Pala D’Altare di Gand o la Madonna di Bruges sono salvi. Un accenno ad una Cate Blanchett sbiadita, tra un desiderio d’amore velato da finta indifferenza e una dedizione compassata per i beni artistici della sua nazione. Un film nel complesso ben riuscito per la fotografia e il cast che comunque rimane d’eccellenza, avrebbe potuto entrare nell’olimpo delle pellicole memorabili, se solo avesse osato di più.

A Roma in proiezione al Nuovo Cinema Aquila

 




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Data:10/08/2013
Categoria:Politica e Governo
Obbiettivo:50000 firme

 
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