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Informiamoci per protegerli

Informiamoci per protegerli
Autore: Emilia Urso Anfuso
Data: 24/07/2009

 

 

 

Il primo semestre del 2009, come sappiamo, è stato costellato da cronache quotidiane che informavano su aggressioni e stupri fondamentalmente perpetrati da persone dell’est o del sud Africa. L’opinione pubblica si è scatenata, arrivando perfino ad originare linciaggi e persecuzioni estreme nei confronti di qualsiasi persona che provenisse da tali aree geografiche.

 

Si è gridato “al lupo” persino quando platealmente si evidenziava un “non aver commesso il fatto” o addirittura, si è cercato di linciare un padre e figlio romeni che salvarono alcuni mesi fa, una ragazza italiana da un tentativo di aggressione.

Il mondo politico stava lavorando alacremente al decreto sicurezza e si ritenne necessario creare una qualche campagna a sostegno di normative che poi, soddisfacessero le nuove necessità della popolazione italiana, una fra tutte, la volontà assoluta ad estromettere qualsiasi persona di etnia diversa dalla nostra dal territorio nazionale.

 

Non appena ottenuto il risultato desiderato, l’attenzione è deviata sugli stupratori nostrani, che non erano certo spariti dai fatti quotidiani del paese. Erano solo stati – per il periodo ritenuto necessario – estromessi dalle cronache e dalle annuali statistiche.

 

Intanto, nel nostro Paese, le aggressioni, le violenze ed i casi di pedofilia continuavano e continuano. Sviluppati probabilmente anche “grazie” all’attenzione generale presa da altri più “urgenti” fatti ed episodi. Così, ci siamo persi ad esempio, la notizia della condanna a sei anni di un parroco di Palermo, accusato da due quattordicenni di abusi sessuali. Don Turturro – questo il nome del Parroco in questione – dovrà anche risarcire con 50.000 euro le due vittime, costituitesi parte civile.

 

Ma anche al Nord, i casi di pedofilia non mancano. A Trento e Padova, il Presidente di una struttura dedicata all’accoglienza dei minori in difficoltà, è stato arrestato per le accuse di quattro dei giovani ospiti della struttura che rappresentava.

 

E c’è persino un caso di pedofilia al femminile – pratica normalmente poco sviluppata – che ha visto in questi giorni protagonista una assistente sociale che aveva avuto rapporti sessuali con un tredicenne. La nostra Legge peraltro, fissa in 14 anni l’età minima per poter avere rapporti consenzienti.

 

Per non parlare poi, degli arresti avvenuti grazie alle segnalazioni alla Polizia Postale, che si occupa da anni di sgominare le organizzazioni pedo pornografiche che effettuano i loro loschi affari pubblicando su migliaia di siti internet, dislocati ai quattro angoli del globo, fotografie e filmati dal contenuto realisticamente aberrante.

 

Proprio il Web oggigiorno, è da un lato fonte di affari legati alla pedofilia, con la possibilità infinita di scambio di materiali foto video ed anche di indicazioni di come poter venire a contatto con bambini offerti alle pratiche più avvilenti ed indegne per qualsiasi essere umano che possa essere così nominato. Ma dall’altro è divenuto contenitore cassa di risonanza per mobilitazioni di massa contro quella che a pieno titolo può essere considerata una piaga di tutte le epoche, mai debellata ed addirittura in grosso sviluppo.

 

Attraverso i social network ad esempio, se molti sono i casi di gruppi che si volta in volta inneggiano alla pedofilia ed alla violenza fisica su donne e bambini, è anche vero che in piena contrapposizione, si formano gruppi che in qualche modo osteggiano queste propagande, segnalando alle autorità competenti ed agli stessi amministratori dei network in questione.

 

Una delle ultime azioni andate a buon fine grazie a questi “tam tam” sul web, ha visto protagonisti molti utenti del Social Network “Facebook”, fra cui Aurelia Passaseo – Presidente del Coordinamento Internazionale Associazioni per la Tutela dei Diritti dei Minori - che ha denunciato presso la Polizia Postale un gruppo composto da oltre 400 utenti che inneggiavano alla violenza sui bambini, portando le istituzioni preposte non solo al monitoraggio del Network ma anche alla conseguente chiusura del gruppo in questione e di centinaia di pagine dedicate all’inneggiamento alla violenza sessuale sui minori.

 

Una delle fonti basilari per affrontare questa questione spinosa, è sicuramente l’Informazione da non tralasciare mai, ogni qualvolta un fatto accade. Opera di attacco ad una tendenza umana, che va sconfitta all’origine. Da un lato curando. Dall’altro informando. Al centro, rimangono i soliti bambini, troppo spesso oscurati e dimenticati, da un Sistema che spesso, urla notizie di poco conto. E toglie luce e spazio ad un qualcosa di troppo grande e tremendo, per voltare la testa dall’altra parte.




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