Sei nella sezione Il Direttore   -> Categoria:  Editoriali  

"Banca del Mezzogiorno": un caso di ordinaria follia...
Autore: Emilia Urso Anfuso
Data: 16/10/2009

(Questo articolo è stato scritto e pubblicato nel Luglio 2009. Lo riproponiamo in virtù del fatto che la Stampa nazionale ne sta dando notizia solo ora...)
 
 
A volte, risalire al bandolo della matassa di certi fatti, appare difficile. Lo diviene ancor più, se nel fatto coesistono interessi economici. E la difficoltà, cresce in maniera esponenziale, nel momento in cui questi interessi economici hanno commistione fra il pubblico ed il privato.

La "Banca del mezzogiorno" è uno di questi fatti. Nella Finanziaria del 2006 il Ministro Tremonti, inserì la costituzione di questa Banca, che nell'immaginario del mondo economico nazionale, doveva – e dovrebbe ancora – rappresentare un punto di riferimento per il credito agevolato delle zone cosidette "sottoutilizzate".

Il Sud, si sa, ha perso negli anni '90 la propria identità territoriale bancaria con l'assorbimento del Banco di Sicilia da parte del Gruppo Unicredit e del Banco di Napoli da parte del Gruppo S. Paolo IMI.

L'identità economica del Sud, viene così inglobata nei gruppi più estesi e rappresentativi del nostro sistema bancario.

Il Mezzogiorno, rimane un'area molto importante del nostro Paese, che da sempre subisce però le storture di un Sistema socio economico che non ha mai consentito uno sviluppo omogeneo del territorio, lasciando che molte regioni camminassero come su un binario parallelo pur sullo stesso territorio.

Non si è mai fatto nulla di realmente concreto al fine di sviluppare ad esempio, le risorse agroalimentari del Sud, o lo sviluppo del settore artigianale, che avrebbe consentito a queste aree di poter rivalutare se stesse, impiegando peraltro risorse interne.

Invece, come spesso accade, per una somma di motivazioni che come sempre non vengono rese note alla nazione, il Mezzogiorno resta ed è da sempre, una sorta di "terzo mondo" nazionale, cui guardare come una sorta di un pallido ricordo di ciò per cui furono istituiti. A nulla servono peraltro, i ripetuti messaggi ed appelli delle amministrazioni locali del Mezzogiorno. Un soliloquio perenne ormai fra piccole realtà locali e Stato.

Ecco quindi, che con un progetto presentato all'interno della Finanziaria 2006, il Ministro Tremonti sortisce quella che ancor oggi appare come una mistificazione di intenti.

Ecco cosa si legge nel testo della Finanziaria in questione, datata 23 Dicembre 2005 al comma 377: "Con l'obiettivo di sostenere lo sviluppo economico del Mezzogiorno è costituita, in forma di società per azioni, la Banca del Mezzogiorno, di seguito denominata «Banca». Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con il decreto di cui al comma 377, è istituito il comitato promotore con il compito di dare attuazione a quanto previsto dal presente comma."

E' in quel "è costituita" che si perde il senso della realtà dei fatti. E' in quel "entro trenta giorni dalla presente è costituito il comitato promotore" che ci si comincia a perdere in un reticolato di informazioni che si perdono per poi, in maniera del tutto atipica, ritrovarle in dichiarazioni che non vengono ancor oggi – siamo nel 2009 – supportate dai fatti.

Insomma: di questa "Banca del Mezzogiorno" si è scritto e parlato, ma negli ambiti strettamente dedicati al mondo politico ed economico. Considerando che questa entità economica dovrebbe poi essere un'entità Pubblica a partecipazione privata – i cittadini acquistano quote divenendo azionisti e creando il capitale sociale – ci si chiede come, quando e con queli mezzi la cittadinanza sia stata informata.

E' necessario fare una fitta serie di ricerche. E poi, ricerche nelle ricerche, per individuare ad esempio il "comitato promotore" nell'organizzazione di un servizio ai contribuenti che si propone sul Web col sito istituzionale www.comitatopromotorebancadelsud.it per scoprire un po' di cose.

Fra il 2006 ed il 2007, hanno "aderito" arisorsa cui attingere attraverso una strana forma di interventi che, all'atto pratico, non sono intese al miglioramento delle aree sottoutilizzate bensì al loro sfruttamento. Utilizzate come una sorta di vessillo quando il momento storico impone strategie che portino la Comunità nazionale ed internazionale a pensare che si stia facendo qualcosa di utile per lo sviluppo economico.

Ne è un esempio, la costituzione nel 2003 degli ormai famosi F.A.S. fondi per le Aree Sottoutilizzate, che nell'atto costitutivo conservano un miraggio di progettualità di riforma e consolidamento del nostro Sud, ma che nella realtà sono divenuti subito il salvadanaio di scorta dei conti pubblici Italiani.

Dai fondi F.A.S. si attinge a piene mani. Per motivazioni che non conservano nepppure questa "Banca del Mezzogiorno" sottoscrivendo pacchetti azionari: Maurizio Romiti, figlio di quel Cesare Romiti già condannato nel 2000 irregolarità relative al periodo in cui ricopriva la carica di amministratore delegato del gruppo Fiat ed in quaklità di consigliere in Rcs MediaGroup. Ricordo peraltro, che cesare Romiti è il fondatore della Impregilo s.p.a. tristemente nota alle cronache attuali per esser stata l'impresa a partecipazione statale che creò quello scempio di non agibilità, chiamato Ospedale S. Salvatore dell'Aquila, crollato sotto il peso di appalti facili e materiali di quart'ordine.

Cesare Romiti quindi, manda avanti il figliol prodigo che acquista per nome della sua Pentar s.p.a. impresa che opera – guardacaso – nel settore finanziario, ben 250.000 euro di azioni: il massimo consentito in una unica operazione. Romiti, raddoppierà l'investimento prima della chiusura della raccolta.

Ma c'è di più. Molto di più. Dal 2006 al 2007, acquistano quote azionarie persino il Banco di Napoli (Unicredit) e la Banca Popolare di Puglia e Basilicata.

E la "chicca fra le chicche": si scopre, con una plateale strategia che è servita a confondere ancora di più le acque che c'è un mistero nell'indicazione del nome. Nella Finaziaria del 2006, il Ministro Tremonti indicava in "Banca del Mezzogiorno" quella che, attraverso il comitato promotore della stessa viene invece chiamata "Banca del Sud" L'inghippo: lo stesso comitato promotore, peraltro designato dal Governo in carica, aveva registrato il marchio non più come "Banca del Mezzogiorno" ma come "Banca del Sud". Un po' di fumo in più, a rendere il tutto più oscuro.

Nesssuno poi chiarisce nulla. Scarni comunicati dello stesso Comitato Promotore che più che chiarire confondono ancor più le idee. Provate voi stessi a decifrare il contenuto di questo articolo di cui peraltro non si conosce provenienza certa: http://www.comitatopromotorebancadelsud.it/rassegna/EconomyMarzo2006.jpg

Sta di fatto che, fra "Banca del Sud" e "Banca del Mezzogiorno" si perdono i confini reali di un progetto di Stato che si confondee nelle profonde oscurità di economie private, fondi che passano di mano in mano e strategie finanziarie da azionisti di primo livello.

Ad oggi: la "Banca del Sud" è un Istituto con sedi a Napoli e Caserta, fondato nel 2007, il cui Presidente appare essere quel Giulio lanciotti facente parte del Comitato Promotore istituito da Giulio Tremonti nella finanziaria 2006.

La "Banca del Mezzogiorno" non è stata ancora costituita, se non per la proclamazione della stessa ed una confusione epocale sui nomi e la sorgente di acquiso dei pacchetti azionari.

Una " Banca Popolare del Meridione" appare a Maggio in un articolo di "Caserta News" (apri link all'articolo: http://www.casertanews.it/public/articoli/200905/art_20090508081413.htm) e sembra avere tutte le connotazioni del progetto originario denominato "Banca del Mezzogiorno".

Dal cappello a cilindro, dalle scatole cinesi, dale Matrioske del nostro sistema economico, una volta in più per tentare di comprendere, dobbiamo essere in grado di scavare e scavare fra brandelli di verità ed informazioni scarse e frammentate.

E sperare peraltro, di capirci qualcosa che sia utile alla comprensione.

Ciò che appare chiaro di tutta questa vicenda a mio avviso, è che si sono create più opportunità per alcune entità - che avevano probabilmente necessità di convertire parte dei propri fondi in qulacosa di diverso dalle loro imprese - e che una volta di più, il Sud rimane quel profondo mistero di una nazione che non consente sviluppo alcuno. Se non delle stesse entità istituzionali.

.....

Dal sito: "comitatopromotorebancadelsud.it) leggi gli articoli apparsi sulla Stampa nazionale: http://www.comitatopromotorebancadelsud.it/

Il Sito Istituzionale di "Banca del Sud": http://www.bancadelsud.com/




Cosa ne pensi?
Login
Inserisci il tuo username e la tua password per loggarti.
Username:


Password:

Remember me:

Non sei ancora iscritto?
Diventa subito uno sComunicato!

Dimenticata la password?
Clicca qui



aaaa

Per commentare l'articolo occorre essere loggati e rispettare la netiquette del sito.


Se sei registrato effettua il login dal box qui a sinistra.

Se ancora non sei registrato fallo cliccando qui
I commenti:

Commento 1)
La redazione ed il direttore hanno piacere di rispondere ai commenti dei nostri lettori. Facci sapere cosa ne pensi dell'articolo. La tua opinione è per noi importante.

Commento di: emilia.urso Ip:83.73.103.204 Voto: 7 Data 07/12/2022 05:33:31

Sei iscritto su Facebook, Twitter o G+?
Commenta e condividi l'articolo direttamente.

Login
Inserisci il tuo username e la tua password per loggarti.

Username:


Password:

Remember me:

Non sei ancora iscritto?
Diventa subito uno sComunicato!

Dimenticata la password?
Clicca qui

 
Iscrizione newsletter
Inserisci il tuo indirizzo email

Vuoi cancellarti?
Clicca qui
 
 
Search
Ricerca articolo
Ricerca
Dove
Da data
A Data:
Tipo ricerca:
Almeno una parola

Tutte le parole
 
 
Petizioni
Facciamo sentire la nostra voce
Dimettiamoci dalla carica di Cittadini Italiani

Cos'è uno Stato senza i cittadini? Nulla. Cosa sono i cittadini senza lo Stato? La risposta la conosciamo tutti, perchè lo Stato italiano palesemente, sta lasciando alla deriva la motivazione fondamentale della sua stessa esistenz



Data:10/08/2013
Categoria:Politica e Governo
Obbiettivo:50000 firme

 
Correlati in Editoriali

Autore: Editoriale del direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 18/05/2020
Indagine Covid-19 - parte V - Trattati, accordi, riforme e omissioni

Quanti di voi conoscono i retroscena della riforma Lorenzin? Tracciati e documentai tutto nel mio libro inchiesta. Pecorelli, l’allora presidente AIFA, volò negli USA con la Ministro Lorenzin, per prendere questo importante incarico, assegnatoci direttamente dagli Stati Uniti: ciò conferma ciò che faccio emergere da anni, e che in pochi capiscono ancora. Le decisioni, in special modo quelle importanti, su economia, fisco, sanità, banche, sicurezza, nel sistema politico ed economico internazionale moderno, non sono prese internamente alle singole nazioni. Esistono trattati, accordi, strategie.

Leggi l'articolo

Autore: Editoriale del direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 14/05/2020
Videogames: il governo sostiene le startup del settore

Una sorpresa inaspettata è arrivata con il varo del tanto atteso “Decreto rilancio”: sostegni alle startup che sviluppano videogiochi. In particolare, ai commi dal 15 al 21 dell’articolo 46 del decreto, in tema di sostegni alle startup innovative, si delinea un vero e proprio fondo – denominato First Playable Fund - che sarà creato per sostenere economicamente lo sviluppo del settore.

Leggi l'articolo

Autore: Inchiesta del direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 14/05/2020
Indagine Covid-19 - Parte IV - diffusione nella bassa lodigiana: i dubbi sul depuratore

Ai tempi della Sars il mondo scientifico internazionale concordò su un punto: la diarrea è un veicolo di trasmissione da non sottovalutare, perché fu la causa del contagio nel 20% dei casi. A causa delle scariche di feci molli in pazienti che avevano contratto la malattia, un focolaio di Sars esplose a Hong Kong nel complesso residenziale di Amoy Gardens. Portare le mani alla bocca o agli occhi, dopo una scarica di diarrea, è uno dei fattori di contagio, eppure non se ne parla in maniera diffusa.

Leggi l'articolo

Autore: Intervista del direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 13/05/2020
Intervista ad Andrea Vianello - Ogni parola che sapevo

“Ogni parola che sapevo”, edito da Mondadori e nelle librerie dal 21 Gennaio. L’ha scritto il collega Andrea Vianello, ex direttore di Rai3 e noto al pubblico per aver condotto, dal 2004 al 2010, la trasmissione televisiva Mi manda Rai3, oltre ad Agorà, Enigma, La strada della verità, il TG2 e infine Rabona nel 2018, trasmissione che ha condotto fino a poco prima che avvenisse il suo dramma, raccontato con umanità e lucidità, tanto da farti sentire dentro la carne e nella profondità dell’anima le sue emozioni.

Leggi l'articolo
GERENZA: Gli Scomunicati - L'informazione per chi non ha paura e chi ne ha troppa - PluriSet timanale nazionale - Reg. Tribunale di Roma N° 3 del 21 Gennaio 2014
Testata ideata e diretta da Emilia Urso Anfuso. Note legali.  Per informazioni commerciali e per entrare in contatto con la redazione potete chiamare lo 06 92938726 (Tel. e Fax) -