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Lotta alla corruzione in politica: smettiamola di essere complici

Lotta alla corruzione in politica: smettiamola di essere complici
Autore: Emilia Urso Anfuso
Data: 07/01/2013

 

 

(Nel video: Paolo Borsellino parla di mafia e politici corrotti)

Siamo in piena campagna elettorale. Non che durante il resto dell’anno non ci si trovi nella stessa condizione, anzi. I partiti politici ormai da molti anni non si preoccupano di altro, lasciando poi quei compiti istituzionali - come ad esempio la creazione di Leggi - ad organismi altri, come la Magistratura, da picconare però (siamo nel teatro dell'assurdo) per ingerenza.

Ora però si sono veramente aperte le danze, ed ecco fiorire – nuovamente – la rosa dei cartelloni (sempre affissi illegalmente), le querelle mediatiche, i boomerang via social network e così via. Modello comunicativo già ampiamente testato sull’elettorato che a quanto pare, secondo i candidati nostrani, non va nemmeno un po’ aggiustato per migliorarlo.

Le facce di tutti i personaggi politici in lizza, ci guardano da ambigui striscioni e mega poster al pari della pubblicità dei tortellini di Giovanni Rana o dell’ultimo modello di monovolume con motore ibrido.

Fin qui, non ci sarebbe nulla di male, fa parte del gioco e di quella fumiginosa alquanto “sovranità popolare” che, se potessimo usufruire di una Legge elettorale degna di questo nome, ci metterebbe nella condizione di poter realmente scegliere – democraticamente – il nostro candidato da delegare al duro lavoro della gestione del paese.

Ok, resettate tutto. Tabula rasa. Come sappiamo, non usufruiremo nemmeno stavolta di una Legge elettorale degna di questo nome in un regime democratico, la qual cosa dovrebbe già farci decidere di non presentarci alle urne, vista la quasi totale inutilità del gesto elettorale, e semmai programmare una gita fuori porta, tempo permettendo.

Di per se, il fatto che in una nazione cosiddetta evoluta e civile si sia potuto legiferare bellamente contro ogni fondamento di democrazia e sovranità popolare proprio sul tema elettorale, la dice lunga sul livello estremo di corruzione in ambito politico che stiamo subendo, ed apre un capitolo di cui non si parla, almeno negli ambienti istituzionali da cui dovremmo invece aspettarci una soluzione al vero e forse unico problema che – se non sarà preso in seria considerazione da qualcuno – non ci porterà mai fuori dalla tempesta di una crisi che, lo sappiamo bene, non è di oggi né dello scorso anno, ma ha radici antiche e che stratifica di giorno in giorno la propria virulenta azione di distruzione di un intero sistema paese.

Il problema è la corruzione in ambito politico.

E’ ormai noto, alla portata di tutti e ne conosciamo i risvolti. Così come sappiamo ormai che tutto l’ambiente politico è per sua natura coinvolto in maniera compatta in un sistema che si basa fondamentalmente proprio sul concetto di corruzione. Se sei in politica, a qualsiasi livello, sei corruttibile. Divieni corrotto. Basta entrarci per non poter mai dire un “No” ad un qualche favoritismo, ad un occhio o due chiusi di fronte a qualcosa di illecito, al promettere qualsiasi cosa per ottenere voti, tanti voti. L’entrata e la permanenza in politica, hanno al proprio interno una base fondante di corruzione. Si corrompe e si è corrotti proprio nel tentativo costante di entrare nell’ambiente all’inizio e di restarvi, in seguito. Una massoneria di cui non si parla ma che probabilmente è la più potente e radicata proprio per la tipologia stessa della modalità in essere.

Un favore tira l’altro. Una firmetta al momento giusto. Un posto eccellente da far ricoprire all’intrallazzatore di turno, che non ha altri meriti se non quello di saper intrallazzare, far guadagnare voti e soldi in maniera facile. Ecco, non è che ci vogliano sociologi e filosofi della politica per comprendere il perché alla politica sia sempre accostato il concetto di corruzione.

Ma di lotta alla corruzione in politica, non parla mai nessuno. Perché chi ne fa parte non può ammettere di essere parte del problema. Il vero problema che manterrà costantemente in crisi l’intero paese. Un paese gestito da persone che troppo facilmente accedono a poteri illimitati, sorretti da normative che – assurdo ma vero – ne consentono peraltro l’atto corruttivo in ogni sua forma.

Un cane che si morde la coda e da cui non abbiamo modo di fuggire, se non mettendo in atto strategie atte a sovvertire realmente questo sistema che altrimenti resterà tale e quale lo viviamo oggi.

Se ad un gruppo di persone dai facoltà di accedere ad enormi cifre economiche pubbliche, se non gli imponi di argomentare dettagliatamente l’uso che di queste cifre si fa in nome dell’attività politica, se a questa gente non imponi alcuna regola restrittiva per la salvaguardia del bene della nazione e dei cittadini - che sono coloro che questo denaro versano costantemente per poi sentirsi dire che di denaro per il sociale non ce n’è e nemmeno per ristabilire un progetto di sviluppo - allora vuol dire che tutti noi, nessuno escluso, stiamo ammettendo che questo sistema di corruzione ci va bene e che possiamo proseguire per questa strada.

Inquietante per non dire folle

Possiamo sperare in un miglioramento della condizione socio economica per i cittadini cosiddetti “comuni” accettando ancora di comportarci come se nulla fosse, come se i furti milionari e reiterati di quel denaro pubblico e quindi nostro – che doveva servire a farci pagare meno tasse e a non far crollare ad esempio il sistema sanitario nazionale – non fossero mai accaduti?

Possiamo continuare a foraggiare gente che, oltre alle enormi prebende economiche assegnate per ogni incarico istituzionale, accedono per scopi propri a riserve economiche semmai destinate al sostegno della società civile nella sua globalità?

La risposta è NO.

Paghiamo – in pratica – centinaia di persone per due soli scopi: rubare denaro pubblico e distruggere la società civile, consentendo loro peraltro di vivere molto al di sopra di un alto borghese comune. Di più: li continuiamo a pagare anche dopo aver appreso che si sono macchiati di reati virulenti, di veri e propri attacchi alla dignità nazionale. Non ci basta mai questa voglia di sostenere il male. Quasi fossimo tutti afflitti da una patologia psichiatrica che va ben oltre il masochismo pur nelle sue espressioni più sfrenate.

In Italia scoppiano gli scandali, si sbattono i rei in prima pagina. Ma basta poco, qualche giorno, per rivedere le stesse facce e gli stessi deretani sedere nelle stesse identiche poltrone, come se nulla fosse accaduto. Follia. Collettiva.

Come curare e curarsi? Confermando a gran voce il nostro diniego a tutto questo, una volta per tutte.

Operando quei metodi che ci sono consentiti ma che in pochi si ha il coraggio di mettere in atto, ed è già questo inquietante: la gente teme di mettere in atto strategie pacifiche allo scopo di ripristinare onestà e dignità, quasi fossimo tutti ormai patologicamente afflitti dallo stesso virus di corruzione.

Attenzione però, perché non far nulla in questo senso e lasciare ancora che la corruzione dilaghi in special modo in politica, fa di noi tutti dei complici e non ci pone quindi nel diritto di lamentarci di una situazione divenuta ormai aberrante. Non possiamo infatti aspettarci che possano essere i protagonisti dello scandalo nazionale a fornirci le soluzioni normative atte a debellare il cancro della corruzione perché non è razionale immaginare che il reo sia poi colui che – ammettendo il proprio stato di corrotto e corruttore – ponga fine al sistema complesso che tiene in piedi da sempre un ambiente che si auto rigenera utilizzando i metodi appena descritti.

Cosa possiamo fare noi cittadini: sciopero elettorale di massa, per sciogliere del tutto questo assurdo procedere di volta in volta pensando che la prossima volta “sarà migliore” che è bene scegliere “il meno peggio”, visti i risultati ottenuti fino ad oggi che non fanno prevedere nulla di migliore.

Lo scorso anno in Aprile, pensai ad una campagna che lanciammo con lo scopo di sollecitare l'opinione pubblica verso una riflessione di questo genere: "Dal dire al fare. Elezioni: ecco una strada alternativa"

Nel 2010 fu pubblicato questo mio articolo: “Italia: i soldi ci sono, ma non per tutti”. E’ ancora attuale e rimarrà tale finché non proveremo tutti insieme a fare in modo che i soldi che versiamo nei grandi forzieri istituzionali, vengano effettivamente usati per scopi che vedono protagonisti i cittadini ed il territorio in cui vivono.

Contrariamente, saremo costretti a sorbirci maggiori vessazioni, un aumento del livello di corruzione in ambito istituzionale e la perdita totale di quel po’ di voce in capitolo di cui ancora possiamo usufruire.

Lotta alla corruzione politica: altro che lotta all’evasione col nuovo redditometro, che serve solo a carpire nuove informazioni, utili per pressare ancor più chi da questa nazione sta traendo solo un’esistenza di problemi.

Di seguito, la lista degli indagati/condannati che siedono in Parlamento;

  1. ABRIGNANI Ignazio (PDL) - indagato per dissipazione post-fallimentare.

  2. ALESSANDRI Angelo (Lega Nord) - indagato per finanziamento illecito ai partiti.

  3. ANGELUCCI Antonio (PDL) - Indagato per associazione a delinquere, truffa e falso.

  4. ARACU Sabatino (PDL) - Rinviato a giudizio nella sanitopoli abruzzese.

  5. BARANI Lucio (PDL) - Richiesta di rinvio a giudizio per abuso d’uffici.

  6. BARBARESCHI Luca (Gruppo Misto) - Indagato per abusivism.

  7. BERLUSCONI Silvio (PDL) - 2 amnistie (falsa testimonianza P2, falso in bilancio Macherio); 1 assoluzione per depenalizzazione del reato (falso in bilancio All Iberian); 2 processi in corso (intercettazioni Unipol, processo Ruby). 5 prescrizioni (Lodo Mondadori, All Iberian, Consolidato Fininvest, Falso in bilancio Lentini, processo Mills). Il 26 ottobre 2012 è stato condannato in primo grado a 4 anni di reclusione per frode fiscale nel processo Mediaset (prescritto per il reato del 2001, ma non per gli esercizi 2002-2003). Tre dei 4 anni sono stati condonati per indulto. E' stato inoltre interdetto dai pubblici uffici per tre anni e dovrà pagare un risarcimento di 10 milioni di euro all'Agenzia delle Entrate.

  8. BERNARDINI Rita (PD) - Condannata nel 2008 a quattro mesi per cessione gratuita di marijuana, pena estinta per indulto. L'atto fu una azione di protesta compiuta insieme ai Radicali per chiedere la depenalizzazione della coltivazione della marijuana per fine personale e l’uso della cannabis a fine terapeutico.

  9. BERRUTI Massimo Maria (PDL) - condannato in appello a 2 anni e 10 mesi nell'inchiesta per i fondi neri Fininvest.

  10. BOSSI Umberto (Lega Nord) - condannato a 8 mesi di reclusione per finanziamento illecito, 1 anno per istigazione a delinquere, 1 anno e 4 mesi per vilipendio alla bandiera poi indultati, oggi è indagato per truffa ai danni dello Stato.

  11. BRAGANTINI Matteo (Lega Nord) - condannato in appello per propaganda razziale.

     

  12. BRANCHER Aldo (PDL) - condannato in primo grado e appello per falso in bilancio e finanziamento illecito al psi. Il primo reato prescritto, il secondo depenalizzato. Indagato per ricettazione. Condannato in appello a due anni per appropriazione indebita e ricettazione.

  13. BRIGANDI' Matteo (Lega Nord) - condannato in primo grado per truffa aggravata alla regione Piemonte.

  14. BRIGUGLIO Carmelo (PDL) - vari processi a carico (truffa, falso, abuso d'ufficio), alcuni prescritti, alcuni trasferiti ad altri tribunali ed in seguito assolto.

  15. BOSI Francesco (UDC) - Indagato per abuso d'ufficio

  16. CALDEROLI Roberto (Lega Nord) - indagato per ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale prescritto. Indagato per truffa dal Tribunale dei ministri, i senatori votano contro l’autorizzazione a procedere.

  17. CALIENDO Giacomo (PDL) - Indagato per violazione della legge Anselmi sulle società segrete (inchiesta nuova P2).

  18. CAMBER Giulio (PDL) - condannato in via definitiva per millantato credito.

  19. CAPARINI Davide (Lega Nord) - resistenza a pubblico ufficiale prescritto.

  20. CARLUCCI Gabriella (Udc, eletta nel Pdl) : condannata a risarcire una sua collaboratrice.

  21. CARRA Enzo (UDC) : ai tempi di Tangentopoli finì in manette davanti alle telecamere, è stato condannato in via definitiva a 16 mesi per false dichiarazioni ai pm.

  22. CASTAGNETTI Pierluigi (PD) - rinviato a giudizio per corruzione, prescritto.

  23. CASTELLI Roberto (Lega Nord) - indagato per abuso d'ufficio patrimoniale, il Senato vota totale immunità.

  24. CATONE Giampiero (PDL) - condannato in primo grado a otto anni per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, falso, false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta pluriaggravata.

  25. CESA Lorenzo (UDC) - condannato in primo grado per corruzione aggravata, condanna annullata in appello per incompatibilità del GIP, indagato per truffa e associazione a delinquere.

  26. CESARO Luigi (PDL) - Indagato per associazione camorristica.

  27. CIARRAPICO Giuseppe (PDL) - condannato per truffa aggravata e continuata ai danni di INPS e INAIL, multa per violazione legge tutela "lavoro fanciulli e adolescenti", condannato per falso in bilancio e truffa, condanna per diffamazione, condannato per bancarotta fraudolenta, condannato per finanziamento illecito, condannato per il crac "valadier", condannato in appello per assegni a vuoto e in seguito reato depenalizzato, condanna in primo grado per abuso ed in seguito prescritto, condannato per truffa e violazione della legge sulle trasfusioni, rinviato a giudizio per ricettazione, indagato per truffa ai danni di palazzo Chigi.

  28. CICCHITTO Fabrizio (PDL) - Il suo nome compare nelle liste della loggia massonica P2: fascicolo 945, numero di tessera 2232, data di iniziazione 12 dicembre 1980. All’epoca della scoperta degli elenchi Cicchitto era deputato e membro della direzione del Psi. è uno dei pochi ad aver ammesso di aver sottoscritto la domanda di adesione.

  29. CRISAFULLI Vladimiro (PD) - Ex sindaco di Enna e uomo forte dei Ds siciliani, è sotto inchiesta insieme a Totò Cuffaro per violazione di segreto d’ufficio nell’inchiesta su Messina Ambiente. Ë stato indagato dalla procura di Caltanissetta per concorso esterno in associazione mafiosa. Indagine archiviata nel febbraio 2004.

  30. COSENTINO Nicola (Pdl) : accusato di legami con il clan dei Casalesi, il Parlamento ha negato la richiesta d’arresto. Imputato anche nell’inchiesta sulla P3.

  31. CUFFARO Salvatore (UDC) - condannato per favoreggiamento. Il 18 gennaio 2008 Cuffaro viene dichiarato colpevole di favoreggiamento semplice nel processo di primo grado per le 'talpe' alla Dda di Palermo. La sentenza di primo grado condanna Cuffaro a 5 anni di reclusione nonché all'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Il 22 gennaio 2011 la Corte di Cassazione conferma in via definitiva la condanna 7 anni di reclusione inflittagli l'anno prima dalla Corte di Appello di Palermo, nonostante la richiesta di eliminazione dell'aggravante mafiosa da parte del procuratore generale. Il giorno stesso Cuffaro si costituisce e viene rinchiuso nel carcere romano di Rebibbia.

  32. CURSI Cesare (PDL) - Indagato per corruzione.

  33. CUSUMANO Stefano (Udeur) - Arrestato nel 1999 a Catania con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e turbativa d’asta. Oggi resta sotto processo, con la sola accusa di turbativa d’asta, per gli appalti del nuovo ospedale Garibaldi di Catania. È senatore della Repubblica..

  34. D'ALEMA Massimo (PD) - finanziamento illecito accertato, prescritto.

  35. D’ALI' Antonio (PDL) : rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa.

  36. DE ANGELIS Marcello (PDL) - condannato per banda armata e associazione eversiva.

  37. DE GREGORIO Sergio (PDL) - indagato per associazione per delinquere, concorso in truffa e truffa aggravata, concorso in bancarotta fraudolenta. Il Senato ha negato l’autorizzazione all’arresto.

  38. DELL'UTRI Marcello (PDL) - condannato per false fatture e frode fiscale, condannato in appello per tentata estorsione mafiosa, condannato in secondo grado a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa ma annullata con rinvio dalla Cassazione.

  39. DEL PENNINO Antonio (PDL) - ha patteggiato una pena di 2 mesi e 20 giorni nel processo per le tangenti Enimont. A ottobre 1994 altro patteggiamento: di una pena di 1 anno, 8 mesi e 20 giorni per tangenti relative alla Metropolitana milanese. Prescritto per corruzione.

  40. DE LUCA Francesco (PDL) - indagato per tentata corruzione in atti giudiziari.

  41. DE Luca Vincenzo (PD) - Nel dicembre 2008 con altri 46 imputati, viene rinviato a giudizio per truffa ai danni dello stato e falso in relazione alla vicenda relativa alla delocalizzazione delle Manifatture Cotoniere Meridionali. Nell'aprile 2009 il rinvio viene confermato per De Luca ad altri 13 imputati. Nel luglio 2010 viene condannato in primo grado dalla Corte dei Conti (sezione giurisdizionale di Napoli), insieme all'ex-sindaco De Biase ad alcuni dirigenti comunali, per questioni inerenti gli stipendi dei dirigenti del Comune di Salerno. Viene condannato a pagare 23 mila euro . Il 6 luglio 2010 la Corte dei Conti di Salerno dichiara la prescrizione nei confronti di De Luca e degli altri imputati del processo per lo sversamento di rifiuti, nel 2001, nel sito di Ostaglio, non ancora completato.

  42. DI STEFANO Fabrizio (PDL) : rinviato a giudizio per corruzione.

  43. DI GIUSEPPE Anita (IDV) : indagata per abuso di ufficio, turbativa d’asta e associazione a delinquere.

  44. DELLA VEDOVA Benedetto (FLI) : È stato condannato a quattro mesi di reclusione e al pagamento di una multa di due milioni delle vecchie lire per aver distribuito hashish a Porta Portese nel corso di una manifestazione, nel 1995, di disobbedienza civile per promuovere la liberalizzazione delle droghe leggere.

  45. DRAGO Giuseppe (UDC) - condannato in appello per peculato e abuso d'ufficio.

  46. ESPOSITO Stefano (PD) - Indagato, ha versato un'oblazione di duemila euro per evitare l’accusa di aver violato la legge elettorale. Prosciolto dal Giudice per l’Udienza Preliminare del Tribunale di Torino in data 3 dicembre 2007.

  47. FARINA Renato (PDL) - condannato in primo grado a 2 anni e 8 mesi per falso in atto pubblico, ha patteggiato una pena di 6 mesi per favoreggiamento nel sequestro di Abu Omar.

  48. FASANO Vincenzo (PDL) - condannato per concussione, indultato.

  49. FAZZONE Claudio (PDL) : rinviato a giudizio per abuso d’ufficio.

  50. FIRRARELLO Giuseppe (PDL) - condannato in primo grado per turbativa d’asta, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa (nel ’99 il Senato ha negato l’arresto).

  51. FITTO Raffaele (PDL) - rinvio a giudizio per concorso in corruzione, falso e finanziamento illecito.

  52. FRIGERIO Gianstefano (PDL) - Ex leader della Dc, diventato uno degli strateghi di Forza Italia. Ha confessato, per esempio, di aver ricevuto 150 milioni da Paolo Berlusconi, in cambio dei permessi alla Fininvest per gestire la discarica di Cerro Maggiore. Ha accumulato tre condanne definitive: 1 anno e 4 mesi per finanziamento illecito ai partiti, 1 anno e 7 mesi per finanziamenti illeciti e ricettazione, 3 anni e 9 mesi per corruzione e concussione. Doveva scontare in definitiva una pena di 6 anni e 5 mesi. Affidato poi ai servizi sociali, ha avuto il permesso dal giudice di sorveglianza di frequentare il Parlamento per qualche giorno al mese: come pratica di riabilitazione.

  53. GALIOTO Vincenzo (PDL) - Condannato in primo grado per falso in bilancio.

  54. GENOVESE Fracantonio (PD) - Indagato per abuso d’ufficio per affidamenti fatti durante la sua sindacatura a Messina a un’azienda di servizi.

  55. GIUDICE Gaspare (PDL) - condannato in primo grado per bancarotta, prescritto.

  56. GRASSANO Maurizio (Responsabili) - Sotto processo per truffa.

  57. GRILLO Luigi (PDL) - rinviato a giudizio per aggiotaggio, indagato e prescritto per truffa.

  58. IAPPICA Maurizio (Gr.Misto, eletto nel PDL) : rinviato a giudizio per false fatture, falso in bilancio e abuso d’ufficio, prescritto.

  59. LA LOGGIA Enrico (PDL) - Indagato al Tribunale dei ministri per finanziamenti dalla Parmalat di Calisto Tanzi (100 mila euro) in cambio di presunte “consulenze”.

  60. IAPICCA Maurizio (PDL) - rinviato a giudizio per false fatture, falso in bilancio e abuso d'ufficio, prescritto.

  61. LA MALFA Giorgio (Gruppo Misto) - condannato per finanziamento illecito. Al termine dell'iter processuale, la Cassazione gli riconobbe l'assenza di "ogni profitto personale", e la "lealtà processuale", concedendogli il beneficio della non menzione nel casellario penale.

  62. LAGANA' FORTUGNO Maria Grazia (PD) - indagata per truffa ai danni dello Stato.

  63. LANDOLFI Mario (PDL) - indagato per corruzione e truffa "con l’aggravante di aver commesso il fatto per agevolare il clan mafioso La Torre".

  64. LEHNER Giancarlo (PDL) - condannato per diffamazione.

  65. LETTA Gianni ( PDL) - Nel 1993 era stato indagato per corruzione dalla procura di Roma che ne aveva chiesto addirittura l’arresto. L’inchiesta era stata poi archiviata, ma con motivazioni non proprio esaltanti per Letta. Un altra inchiesta era stata scippata, negli anni Ottanta, alla procura di Milano dal porto delle nebbie romano: quella di Gherardo Colombo sui fondi neri dell’Iri, nella quale l’allora direttore del “Tempo” Gianni Letta aveva ammesso, nel dicembre 1984, di aver ricevuto 1 miliardo e mezzo di lire in nero dall’ente statale per ripianare i buchi del suo disastrato giornale. Un giornale che, scrissero Scalfari e Turani in “Razza padrona”, era “in vendita ogni giorno, e non solamente in edicola”.

  66. LOLLI Giovanni (PD) - rinviato a giudizio per favoreggiamento.

  67. LOMBARDO Angelo (Gruppo Misto) - Indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.

  68. LUMIA Giuseppe (PD) - Indagato per diffamazione. È stato querelato dal suo ex addetto stampa.

  69. LUNARDI Pietro (PDL) - Indagato per corruzione.

  70. LUONGO Antonio (PD) - Rinviato nel 2009 a giudizio per corruzione nell’inchiesta su affari e politica a Potenza.

  71. LUSETTI Renzo (PD) - condannato a risarcimento di 1 milione di lire per consulenze ingiustificate.

  72. LUSI Luigi (Gr. Misto, eletto nel PD) : indagato per appropriazione indebita e calunnia, è attualmente in carcerazione preventiva e resta senatore.

  73. MALGIERI Gennaro (PDL) - Condannato dalla Corte dei Conti per la nomina di Alfredo Meocci a dg della Rai.

  74. MANNINO Calogero (UDC) - condannato in appello per concorso esterno in associazione mafioso e processo d'appello annullato e da rifare, rinviato a giudizio per associazione a delinquere, appropriazione indebita, frode in commercio, vendita di sostanze alimentari non genuine, falso ideologico e truffa aggravata. Nel 2010 la cassazione ha annullato definitivamente la condanna. Oggi indagato nell'inchiesta sulla trattativa Stato-Mafia presso la Procura della Repubblica di Palermo.

  75. MARONI Roberto (Lega Nord) - condannato per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale (pena commutata in multa).

  76. MATTEOLI Altero (PDL) - imputato per favoreggiamento, processo bloccato dalla Camera.

  77. MESSINA Alfredo (PDL) - indagato per favoreggiamento in bancarotta fraudolenta.

  78. MILANESE Marco (PDL) - Indagato per corruzione, rivelazione segreta e associazione a delinquere (P4).

  79. NANIA Domenico (PDL) - condannato per lesioni personali, condannato in primo grado per abusi edilizi e prescritto.

  80. NARO Giuseppe (UDC) - condannato per abuso d'ufficio, condanna in primo grado per peculato prescritta.

  81. NESSA Pasquale (PDL) - rinviato a giudizio per concussione.

  82. NESPOLI Vincenzo: (PDL) : indagato per concorso in scambio elettorale, concorso in bancarotta fraudolenta e concorso in riciclaggio. Richiesta di arresto respinta dal Senato.

  83. ORLANDO Leoluca (IDV) - condannato per diffamazione.

  84. PARAVIA Antonio (PDL) - arrestato per tangenti, prescritto.

  85. PAPA Alfonso (PDL) - accusato di concussione, favoreggiamento e rivelazione del segreto d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta sulla Loggia P4. Lo scorso luglio 2011 è arrivata dalla giunta per le autorizzazioni della Camera l'ok all'arresto per la stessa inchiesta P4. Finito per mesi in carcere è stato poi scarcerato.

  86. PAPANIA Antonio (PD) - patteggia accusa per abuso d'ufficio.

  87. PASSERA Corrado (Ministro dello Sviluppo Economico del governo Monti) : indagato lo scorso giugno 2012 per reati fiscali (evasione fiscale) riconducibili all'anno 2006.

  88. PILI Mauro (PDL) - Ex presidente della Regione Sardegna, Ë indagato a Cagliari per peculato.

  89. PINI Gianluca: (Lega Nord) : indagato per millantato credito.

  90. PITTELLI Giancarlo (PDL) - indagato per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e “appartenenza a loggia massonica segreta o struttura similare” e per minacce e lesioni a un collega avvocato.

  91. PISTORIO Giovanni (Gruppo Misto) - Condannato dalla Corte dei conti per danno erariale.

  92. PORFIDIA Americo (Responsabili) - Richiesta di rinvio a giudizio per tentata estorsione e favoreggiamento alla Camera.

  93. RIGON Andrea (PD) - condanna in primo grado per abuso edilizio prescritta.

  94. ROMANI Paolo (PDL) - Viene indagato per bancarotta fraudolenta e false fatture. L’udienza preliminale termina però con un pieno proscioglimento: per Romani niente bancarotta. Il suo nome è anche nell’elenco dei politici che ricevono generosi finanziamenti dalla Banca popolare di Lodi di Gianpiero Fiorani. In effetti Romani ha bisogno di soldi: sta pagando circa 400 mila euro come risarcimento al curatore fallimentare di Lombardia 7.

  95. ROMANO Francesco Saverio (ex UDC, adesso ai "Responsabili") - Assolto dall'acusa di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione, è attualmente indagato per corruzione.

  96. ROSSO Roberto (ex Fli, ora al Pdl e attuale sottosegretario all’Agricoltura del governo Berlusconi) : indagato per associazione a delinquere dalla Procura di Vercelli.

  97. RUSSO Paolo (PDL) - indagato per violazione della legge elettorale.

  98. RUTELLI Francesco (API) : condannato per danno erariale dalla Corte dei Conti.

  99. SAVINO Elvira (Indagata per concorso in riciclaggio).

  100. SCAJOLA Claudio (PDL) - arrestato per concussione aggravata nel 1983, è stato poi prosciolto. E' indagato per la casa vicino al Colosseo pagata dall’imprenditore Diego Anemone.

  101. SCAPAGNINI Umberto (PDL) - condannato in primo grado per abuso d'ufficio e violazione della legge elettorale, indagato per abuso d'ufficio aggravato.

  102. SCELLI Maurizio (PDL) - E' stato condannato a pagare 900 mila euro per irregolarità nell'acquisizione di servizi informatici.

  103. SCIASCIA Salvatore (PDL) - condannato per corruzione alla Guardia di finanza.

  104. SCILIPOTI Domenico (Popolo e Territorio) : Nel luglio 2009 è condannato (in secondo grado) al pagamento di 200.000 euro, Scilipoti subisce il pignoramento dell'abitazione e di sette immobili di sua proprietà. Il tribunale ravvisa inoltre un profilo penale e indaga Scilipoti per calunnia e produzione di documenti falsi in merito ai debiti contratti; a novembre 2010 riceve un avviso di garanzia. Nel novembre 2011 la condanna viene confermata anche in Cassazione, Scilipoti è condannato a pagare 230 000 euro, in caso contrario sarà avviato il pignoramento dei suoi beni.

  105. SIMEONI Giorgio (PDL) - indagato per associazione per delinquere e corruzione.

  106. SERAFINI Giancarlo (PDL) - Ha patteggiato una condanna per corruzione.

  107. SPECIALE Roberto (PDL) - condannato in appello a 18 mesi per peculato: è accusato di essersi fatto arrivare un carico di spigole nel paesino trentino in cui era in vacanza.

  108. TEDESCO Alberto (Partito Democratico) : agli arresti domiciliari, indagato per turbativa d'asta e corruzione. Il 20 luglio scorso la Camera dei Deputati l'ha salvato negando l'autorizzazione all'arresto.

  109. TOMASSINI Antonio (PDL) - condannato per falso.

  110. TORTOLI Roberto (PDL) - condannato in secondo grado a 3 anni e 4 mesi per estorsione.

  111. VALENTINO Giuseppe (PDL) - Sottosegretario alla Giustizia del governo Berlusconi, è indagato in Calabria in relazione “a condotte attinenti gli interessi della criminalità organizzata nel settore dei finanziamenti pubblici, degli appalti, delle infiltrazioni nelle istituzioni e nella pubblica amministrazione”. Il suo nome Ë anche presente nelle indagini sulle scalate bancarie dell’estate 2005, indicato come uno dei politici che erano punto di riferimento per il banchiere Gianpiero Fiorani. E' stata chiesta l'archiviazione per entrambi i procedimenti.

  112. VERDINI Denis (PDL) : indagato per false fatture, mendacio bancario, appalti G8 L’Aquila, associazione a delinquere e abuso d’ufficio.

  113. VISCO Vincenzo (PD) - Deputato della Repubblica, ex ministro Ds. Condannato definitivamente dalla Cassazione nel 2001 per abusivismo edilizio, per via di alcuni ampliamenti illeciti nella sua casa a Pantelleria: 10 giorni di arresto e 20 milioni di ammenda.

  114. VITO Alfredo (PDL) - Fu indagato, arrestato e processato per tangenti. Condanna definitiva e 2 anni patteggiati e oltre 4 miliardi di lire restituiti per 22 episodi di corruzione a Napoli. La Direzione distrettuale antimafia di Napoli chiese al Parlamento l’autorizzazione a procedere contro di lui anche per concorso esterno in associazione a delinquere di tipo mafioso, sospettando suoi rapporti con la Camorra (fu poi prosciolto). Patteggiò la condanna e restituì parte del malloppo. Quei quasi 5 miliardi sono stati impiegati per costruire un parco pubblico alla periferia di Napoli .

  115. VIZZINI Carlo (PDL) - condannato in primo grado per finanziamento illecito, si è salvato solo con la prescizione. Era coinvolto nella maxi tangente Enimont.

     

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Lotta alla corruzione in politica: smettiamola di essere complici by Emilia Urso Anfuso is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License.
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Data:10/08/2013
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