Sei nella sezione Il Direttore   -> Categoria:  Editoriali  
Il fascino del delinquente...

Il fascino del delinquente...
Autore: Emilia Urso Anfuso
Data: 23/01/2013

 

Diabolik è una storia a fumetti creata nel 1962 dalla matita geniale delle sorelle Angela e Luciana Giussani. Il primo numero aveva come titolo "Il re del terrore". Come ben si sa, Diabolik è un personaggio fuorilegge, che compie rapine di altissimo livello con la complicità della bellissima ed affascinante compagna di vita e di rapine Eva Kant.

Gli ingredienti per fare delle storie di Diabolik un successo internazionale ed ancor oggi seguito da milioni di lettori, sono belli che spiegati: c'è il bel tenebroso, ricchissimo rapinatore e raffinato dribblatore della legge, c'è la sinuosa, bellissima, intelligente e fedele compagna di vita, che compie incredibili gesta sempre nell'ordine dell'illegalità, c'è il commissario che gli da la caccia da sempre, arrivando sempre ad un pelo dalla cattura, senza mai riuscirvi.

Diabolik, è un bell'esempio di come il fascino del delinquente sia da sempre una parte integrante della fantasia ma anche dello specchio di intere generazioni che vedono nel personaggio illegale ma di alto livello sociale, una sorta di modello da seguire o quanto meno su cui fantasticare.

Agli inizi degli anni '60 peraltro, la società era certamente molto diversa dalla attuale anche se l'essere una persona per bene, spesso cozzava con un diffuso criterio di perbenismo che è altra cosa: l'ostentare una falsa conformità ai valori ritenuti accettabili ergendosi poi a censori di coloro che a questi valori palesemente non aderivano.

Ad ogni modo, il fascino del delinquente già allora dilagava anche fra le persone per bene e se questo accadeva in tempi diciamo così non sospetti, un qualche "seme" di ribellione ai valori riconosciuti a livello globale dalle comunità, evidentemente è sempre esistito.

Bisognerebbe prima di tutto, capire il concetto di bene e male e la motivazione profonda per cui si aderisce a questi due concetti che muovono il mondo e la storia dalla notte dei tempi.

Siamo geneticamente portati al "bene" o aderiamo al bene in quanto concetto ampiamente e profondamente sollecitato come l'unico possibile elemento fondante di una vita accettabile rispetto al concetto inverso relegato – almeno a parole – fra le cose da ritenere inaccettabili e di conseguenza da aborrire?

A mio parere vi è molto di ciò che fin dai primi anni di vita ci viene instillato sia dal nucleo familiare sia dalla società in cui ci ritroviamo ad esistere.

Sta di fatto che, probabilmente proprio perché fra i criteri di approvazione sociale tradizionalmente troviamo l'adesione al concetto di onestà=bene, ecco che per contrapposizione molte persone intravvedono nella disonestà=male quel misterioso mondo celato di cui si vorrebbe conoscere qualcosa di più, più da vicino e conseguentemente da ritenere meritevole di attenzione se non addirittura di mitizzazione di alcuni dei protagonisti del "male".

Ricordo ad esempio, come anni fa alcuni personaggi da cronaca nera furono tempestati fino in carcere da migliaia di appassionate lettere da parte di altrettante migliaia di donne più o meno giovani che nel delinquente assurto agli onori delle cronache, intravvedevano una sorta di principe nero con tanto di drappo e cavallo. Rigorosamente neri.

Pietro Maso fu uno di questi. Nel 1991 uccise entrambi i suoi genitori al solo scopo di ottenere immediatamente la sua eredità. Uccise in maniera davvero efferata e l'opinione pubblica si spaccò subito in due parti, come spesso accade.

Il problema però è che l'opinione pubblica in questo caso non si divise fra colpevolisti e innocentisti – Maso peraltro fu reo confesso – bensì fra innamorate dell'omicida e inorriditi cittadini.

Col tempo, anche i contorni e i colori del "cattivo" cambiano. Fa parte dell'evoluzione sociale. Ciò che appare non evolvere ma restare invariata, è l'affezione, la spinta passionale, il fascino ammaliatore che certi personaggi di indubbia disonestà esercitano su intere masse che non intravvedono alcuna sorta di "male" se non il malessere di non poter giungere ad appropriarsi in qualche modo di un lembo del protagonista delle proprie perverse fantasie. O peggio: divenire tale.

Oggi, di delinquenti di "alto bordo" siamo contornati sistematicamente. Affascinano intere folle dall'alto dei loro cospicui patrimoni – uno dei primi elementi di fascino – e delle loro gesta pubbliche sicuramente non aderenti ad alcuna logica di moralità.

Ecco quindi il politico miliardario che, pur non facendo mistero dell'origine della propria ricchezza, rappresenta per molti un modello da sperare di raggiungere. Di più: l'assoluto libertinaggio che sfocia in atteggiamenti che dovrebbero essere globalmente riconosciuti come inaccettabili, vengono impressi nella mente come una sorta di capacità "superiore" che il cittadino comune mai e poi mai potrà ambire di possedere.
Nel 2009 fu pubblicato questo mio articolo: "Essere Silvio Berlusconi" in cui tratto l'agomento.

E che dire di malfattori di lungo corso, ricattatori pubblici che gli stessi media nazionali non hanno il coraggio di etichettare come tali e vengono ancora proposti come "fotografi" o "paparazzi" (…) che scelgono di fare della propria esistenza un coacervo di varie delinquenze, tutte pubblicamente documentate "grazie" ai troppi giornali di gossip che alimentano discorsi popolari e sogni notturni?

Senza far nomi, essendo i due esempi sopra citati facilmente riconoscibili, e poiché non amo alimentare pubblicità generatrici di ulteriore danno per la comunità e l'intelligenza umana, è da studiare bene il fenomeno del fascino del delinquente, al fine anche di generare un po' di pace in quegli elementi – molti per fortuna – che come la scrivente sentono a volte una sorta di "mancanza": non aver mai prodotto danno ad altrui, mai procurato truffe, furti, corruzioni, scandali, querele. Come se, l'aver sempre perseguito la strada dell'onestà, della moralità e della correttezza, fosse oggi quasi percepito al pari dell'idiozia e della dabbenaggine.

Sta di fatto, che persone eticamente ineccepibili, a fatica devono trovare spazio in un mondo al contrario, mentre costoro sembrano essersi appropriati di una corsia preferenziale, dove persino le istituzioni più oneste faticano a trovare un modo per fermarne la corsa nonostante sia palese la condotta contraria ad ogni logica di moralità.

"Ricordati che, su questo pianeta, la gente arriva a rispettare (…) donnacce che girano con le Ferrari…" è la frase che da sempre mia madre dice per indicare come l'umanità venga ammaliata da un solo Dio che quasi tutti compra. Il Dio Denaro. Questa frase, ha fatto di me una persona rigidamente aderente al concetto di onestà. Ammesso che oggi come oggi, onestà e moralità abbiano ancora un significato e rappresentino ancora un concetto. Me lo auguro.

Nel frattempo il "latitante" tenebroso, beccato a Lisbona, sembra aver perso quell'aurea di maledetto sicuro di se stesso: pare che non smetta più di piangere di fronte ai poliziotti che ne hanno fermato la corsa. Lo troveranno ancora affascinante le migliaia di donne di varia età ed estrazione che anche sul web ne anelano la compagnia?.
Di certo c'è, che un aparte di mondo sta già compiendo il rito di distruzione attraverso i mezzi che oggi la tecnologia mette in mano a chiunque voglia essere protagonista dell'opinione pubblica: Twitter e Facebook stanno letteralmente vomitando migliaiai di twitt e post sull'ex latitante del giorno.
L'unico dubbio - lecito in una società di questo tipo - è che non si freni del tutto la corsa al "successo" come accaduto già in altri casi.
Licenza Creative Commons
Il fascino del delinquente by Emilia Urso Anfuso is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License.
Based on a work at http://www.gliscomunicati.com/content.asp?contentid=2470.



Cosa ne pensi?
Login
Inserisci il tuo username e la tua password per loggarti.
Username:


Password:

Remember me:

Non sei ancora iscritto?
Diventa subito uno sComunicato!

Dimenticata la password?
Clicca qui



aaaa

Per commentare l'articolo occorre essere loggati e rispettare la netiquette del sito.


Se sei registrato effettua il login dal box qui a sinistra.

Se ancora non sei registrato fallo cliccando qui
I commenti:

Commento 1)
La redazione ed il direttore hanno piacere di rispondere ai commenti dei nostri lettori. Facci sapere cosa ne pensi dell'articolo. La tua opinione è per noi importante.

Commento di: emilia.urso Ip:83.73.103.204 Voto: 7 Data 05/02/2023 14:12:58

Sei iscritto su Facebook, Twitter o G+?
Commenta e condividi l'articolo direttamente.

Login
Inserisci il tuo username e la tua password per loggarti.

Username:


Password:

Remember me:

Non sei ancora iscritto?
Diventa subito uno sComunicato!

Dimenticata la password?
Clicca qui

 
Iscrizione newsletter
Inserisci il tuo indirizzo email

Vuoi cancellarti?
Clicca qui
 
 
Search
Ricerca articolo
Ricerca
Dove
Da data
A Data:
Tipo ricerca:
Almeno una parola

Tutte le parole
 
 
Petizioni
Facciamo sentire la nostra voce
Dimettiamoci dalla carica di Cittadini Italiani

Cos'è uno Stato senza i cittadini? Nulla. Cosa sono i cittadini senza lo Stato? La risposta la conosciamo tutti, perchè lo Stato italiano palesemente, sta lasciando alla deriva la motivazione fondamentale della sua stessa esistenz



Data:10/08/2013
Categoria:Politica e Governo
Obbiettivo:50000 firme

 
Correlati in Editoriali

Autore: Editoriale del direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 18/05/2020
Indagine Covid-19 - parte V - Trattati, accordi, riforme e omissioni

Quanti di voi conoscono i retroscena della riforma Lorenzin? Tracciati e documentai tutto nel mio libro inchiesta. Pecorelli, l’allora presidente AIFA, volò negli USA con la Ministro Lorenzin, per prendere questo importante incarico, assegnatoci direttamente dagli Stati Uniti: ciò conferma ciò che faccio emergere da anni, e che in pochi capiscono ancora. Le decisioni, in special modo quelle importanti, su economia, fisco, sanità, banche, sicurezza, nel sistema politico ed economico internazionale moderno, non sono prese internamente alle singole nazioni. Esistono trattati, accordi, strategie.

Leggi l'articolo

Autore: Editoriale del direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 14/05/2020
Videogames: il governo sostiene le startup del settore

Una sorpresa inaspettata è arrivata con il varo del tanto atteso “Decreto rilancio”: sostegni alle startup che sviluppano videogiochi. In particolare, ai commi dal 15 al 21 dell’articolo 46 del decreto, in tema di sostegni alle startup innovative, si delinea un vero e proprio fondo – denominato First Playable Fund - che sarà creato per sostenere economicamente lo sviluppo del settore.

Leggi l'articolo

Autore: Inchiesta del direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 14/05/2020
Indagine Covid-19 - Parte IV - diffusione nella bassa lodigiana: i dubbi sul depuratore

Ai tempi della Sars il mondo scientifico internazionale concordò su un punto: la diarrea è un veicolo di trasmissione da non sottovalutare, perché fu la causa del contagio nel 20% dei casi. A causa delle scariche di feci molli in pazienti che avevano contratto la malattia, un focolaio di Sars esplose a Hong Kong nel complesso residenziale di Amoy Gardens. Portare le mani alla bocca o agli occhi, dopo una scarica di diarrea, è uno dei fattori di contagio, eppure non se ne parla in maniera diffusa.

Leggi l'articolo

Autore: Intervista del direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 13/05/2020
Intervista ad Andrea Vianello - Ogni parola che sapevo

“Ogni parola che sapevo”, edito da Mondadori e nelle librerie dal 21 Gennaio. L’ha scritto il collega Andrea Vianello, ex direttore di Rai3 e noto al pubblico per aver condotto, dal 2004 al 2010, la trasmissione televisiva Mi manda Rai3, oltre ad Agorà, Enigma, La strada della verità, il TG2 e infine Rabona nel 2018, trasmissione che ha condotto fino a poco prima che avvenisse il suo dramma, raccontato con umanità e lucidità, tanto da farti sentire dentro la carne e nella profondità dell’anima le sue emozioni.

Leggi l'articolo
GERENZA: Gli Scomunicati - L'informazione per chi non ha paura e chi ne ha troppa - PluriSet timanale nazionale - Reg. Tribunale di Roma N° 3 del 21 Gennaio 2014
Testata ideata e diretta da Emilia Urso Anfuso. Note legali.  Per informazioni commerciali e per entrare in contatto con la redazione potete chiamare lo 06 92938726 (Tel. e Fax) -