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Fabrizio Federici intervista Giuseppe Fortunato, coordinatore del laboratorio "Privacy sviluppo" 01-07-2009
Eventi

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“Il Laboratorio Privacy Sviluppo presso il Garante italiano  per la protezione dei Dati personali" è un’iniziativa internazionale, cui partecipano anche i garanti di  altri 21 Paesi, europei, asiatici e dell’Oceania. Questo Laboratorio, da me diretto, si occupa del singolo nella sua  dimensione di cittadino:  come uomo che si  proietta a tutto campo nella pòlis”.

Nel suo ufficio proprio di fronte alla Camera, in Piazza Montecitorio, l’avvocato Giuseppe Fortunato spiega gli obbiettivi del “Laboratorio Privacy Sviluppo”,  parte essenziale dell’ Authority nazionale per la Privacy.

D. Avvocato,  com’è nata la struttura da Lei diretta, e con quali scopi?

R. E’ nata nel 2006, presso il Garante per la protezione dei dati personali: se quest’ultimo si occupa della privacy  come riservatezza,  difesa della sfera privata del cittadino ( e quindi soprattutto dei dati afferenti strettamente alla sua personalità), il Laboratorio si occupa invece della privacy-sviluppo: in senso dinamico, propositivo, come  piena realizzazione della personalità del cittadino nella società.

D. Molto nobile, ma prevedo subito le obiezioni: il solito “Libro dei sogni”…

R: E’ esattamente l’opposto: il Laboratorio vuol risvegliare le energie che  albergano in ogni individuo, portandolo a battersi proprio  per passare dalla privacy-sogno alla privacy come vita vissuta. Tutto questo – come ampiamente spiegato ne “LA SVOLTA”, il libro-manifesto del Laboratorio, che esce ora, per i tipi di Aracne editrice  – mediante un metodo interdisciplinare di potenziamento delle forze interiori  che ognuno può applicare senza eccessivi sforzi.

D. Ovviamente, il metodo da lei illustrato ne “LA SVOLTA” ( libro di cui Lei  ha curato ogni aspetto, e al quale, ancor prima che uscisse, eran già state dedicate ben undici tesi di laurea) -  che attinge alla psicologia del profondo, alla psicanalisi, alla sociologia,  all’organizzazione del lavoro, alla storia delle grandi personalità e movimenti riformatori, ecc…- è totalmente agli antipodi  di quelli di movimenti ambigui e controversi come Scientology…

R. E ci mancherebbe che non fosse così! Noi vogliamo portare i cittadini a farsi protagonisti della vita sociale, attuando quell’articolo 3 che resta sempre, coi princìpi della pari dignità sociale e delle pari opportunità , un asse portante della  Costituzione. E’ chiaro poi il vantaggio che la società intera ricaverebbe col risveglio, direi quasi il Risorgimento, dei cittadini.

D. A proposito di Risorgimento, col nesso tra realizzazione dell’individuo e sviluppo della società ritorna, in senso lato,  il Carlo Cattaneo del celebre “Saggio contro le interdizioni israelitiche”. Ma, poiché il discorso a questo punto non può non toccare anche la politica, direi  anche l’Aldo Capitini dell’ “onnicrazia”, il grande sogno anni ’60 del potere il più possibile diffuso nella società, “il potere di tutti”…

R: Si tratta, a Terzo millennio ormai iniziato, di trovar nuove forme d’impegno civile. E il Laboratorio vuol fare proprio questo: studiare nuove forme di democrazia diretta e premere sulle istituzioni  perché diventino finalmente trasparenti. In questo, certo, possiamo riscoprire e riattualizzare tante utopie profetiche degli anni ’60. Così come guardiamo anche alle migliori tradizioni democratiche dell’antichità, dal “Cives” dell’ Urbe ai Comuni e alle Repubbliche medioevali e rinascimentali. Ma, ripeto, guardando soprattutto al futuro. Per conoscere meglio il nostro programma, consultate i nostri siti: www.laboratorioprivacysviluppo.it   e www.civicrazia.org   ( "rete civicratica” è quella che stiamo appunto costruendo  fra tutte le associazioni che voglion condividere questo programma).
 
Il  18 luglio, con la partecipazione d’una ventina di associazioni  rappresentative della società civile, da Telefono Azzurro al Movimento Consumatori, dal WWF all’ Associazione Nazionale Difensori Civici Italiani,  e l’adesione d’una ventina di parlamentari di tutti i partiti, proprio qui  presenteremo  al pubblico “LA SVOLTA”,  con tutto il nostro programma. Del libro "LA SVOLTA", infine, realizzeremo ogni anno una nuova edizione,coi contributi di chiunque avrà voluto collaborare, conm critiche, suggerimenti,ecc...: diverrà una sorta di pubblicazione periodica, di "Manifesto in progress" del movimento civicratico.

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